Al via What’s your power, campagna globale di Enel

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Parte domenica 18 marzo ‘What’s your power’, la nuova campagna multi-business di Enel pronta per essere declinata globalmente in nove paesi dei trentasette dove la multinazionale dell’energia è presente.

Francesco Starace, ad di Enel (Foto Ansa/Claudio Peri)

 

Si tratta della seconda tappa – la prima è partita l’8 marzo nella versione brasiliana per annunciare il re-branding da Celg ad Enel – di un tragitto comunicativo guidato da Silvia Fellegara, responsabile globale brand e advertising di Enel, e la cui creatività è stata affidata a Saatchi & Saatchi.

Entro l’estate la campagna coinvolgerà Spagna, Colombia, Perù, Cile, Argentina, Portogallo e Romania. Nuovo – e ovviamente globale – il concept creativo che ha come scopo quello di “mettere al centro il consumatore”, dice Fellegara. ‘What’s your power’ possiede infatti come dote una vigorosa versatilità narrativa che permette di riconoscere ed affermare sia il “potere” di Enel che quello più privato ma non meno importante di ogni consumatore: il potere di creare, amare, costruire la propria vita.

Ogni scena, ogni momento, ogni ‘situazione’ riguarda prodotti o servizi realmente offerti da Enel, dall’utilizzo dei droni alle nuove fonti energetiche, da speciali occhiali che permettono agli operai di ispezionare la rete elettrica senza rischi all’illuminazione artistica di Pompei.

E’ insieme uno strumento per raccontare l’evoluzione di questa azienda gigantesca che offre prodotti, servizi e progetti, e dunque “quegli asset e prodotti che pur differenziati paese per paese” hanno una matrice comune nel brand della multinazionale guidata da Francesco Starace e presieduta da Patrizia Grieco. In previsione poi della piena liberalizzazione del mercato retali dell’energia elettrica e del gas con la conseguente fine del Servizio a Maggior Tutela prevista per il prossimo anno, Enel vive l’impellente necessità di un forte riposizionamento che anche questa campagna è chiamata ad assolvere. Veicolo principale della campagna è il video perché, spiega Fellegara, “consente di raccontare attraverso un’unica storia tutto ciò che facciamo”. Il che significherà una forte presenza in tivù e sulla Rete e una – sia pure in minor misura – sui media cartacei.

Daniele Scalise