Tim, Elliott oltre il 5% del capitale e critica Vivendi. La replica: il piano di Genish è forte e promettente

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In una lettera agli azionisti pubblicata oggi, il fondo Elliott spiega di detenere “oltre il 3% delle azioni ordinarie” di Telecom Italia. Queste si vanno a sommare “ad altri strumenti finanziari” per un totale pari a oltre il 5% delle azioni originarie del gruppo.

Paul Singer, Ceo di Elliott Management Corporation (EPA/REMY STEINEGGER/WEF/SWISS-IMAGE.CH MANDATORY CREDIT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES)

Elliott sostiene la necessità di un “board indipendente” per Telecom Italia e questo per “migliorare la governance e la performance” del gruppo di telecomunicazioni. Nella stessa missiva, fa sapere di avere indicato sei consiglieri indipendenti quali candidati qualificati a fare parte del cda.

I sei candidati di Elliott sono “in sostituzione dei sei nominati da Vivendi”. Questi, si evidenzia nella lettera, “sono stati selezionati specificatamente per la loro capacità di mettere il cda nelle condizioni di agire sulle attuali opportunità di creare valore per Tim”.

In particolare, Elliott “ritiene che Tim sia posizionata in modo unico nel mercato italiano e gestisca una straordinaria raccolta di attività che, se gestita correttamente, dovrebbe produrre rendimenti sostanziali e consistenti per i propri azionisti, fornendo al tempo stesso un servizio pubblico vitale e di alta qualità”.

Vincent Bolloré, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Vivendi (Foto Ansa)

“Tuttavia – sottolinea- la mediocre amministrazione sotto il consiglio controllato da Vivendi ha provocato profonde problematiche di corporate governance, una valutazione a sconto e una strategia fallimentare. Elliott crede che un consiglio veramente indipendente sia ora necessario per migliorare sia la governance sia le prestazioni” del gruppo di telecomunicazioni.

Nell’annunciare il suo manifesto per un cambio nella governance e nella strategia di Tim, il fondo comunica altresì di “aver lanciato un sito web, www.transformingTIM.com, dove i soci possono trovare la lettera agli azionisti” di Elliott, “le biografie dei candidati” del fondo Usa e “futuri aggiornamenti”.

La replica di Vivendi. Quello di Elliott è un piano “per smantellare il Gruppo e destabilizzare le squadre” e “non è sicuro che creerà valore, mentre il piano industriale presentato da Amos Genish è forte e promettente per il futuro. Le iniziative prese negli ultimi trimestri hanno già dato i loro frutti e sono state accolte favorevolmente dagli investitori”. E’ la posizione di Vivendi che comunque assicura “esaminerà con un occhio aperto i commenti espressi da Elliott Management”.

Vivendi, che ricorda di essere il principale azionista di Tim con quasi il 25% del capitale, definisce Elliott “un fondo ben noto per le su iniziative a breve termine e che attualmente detiene il 3% di Tim, insieme ad altri strumenti finanziari sconosciuti e non dichiarati”.

Amos Genish (foto Ansa)
Amos Genish (foto Ansa)

L’ad di Tim Amos Genish, intanto, ha incontrato a Parigi il presidente di Vivendi Vincent Bollorè, riferisce l’Adnkronos, per fare il punto
sulla situazione nella società dopo la richiesta del fondo Elliott di cambiare i consiglieri indipendenti e le critiche alla gestione del
primo azionista. Secondo quanto riferiscono fonti finanziarie, l’incontro ha confermato la sintonia tra management e Vivendi, lo stesso Bollorè nonchè il presidente esecutivo Arnaud de Puyfontaine, sul piano industriale approvato dal cda all’unanimità.