M5s, operazione recupero con giornalisti. Carelli: tante testate in difesa di establishment e poteri forti

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I Cinque stelle nel loro cammino verso importanti ruoli istituzionali stanno recuperando un rapporto con il mondo dei giornalisti le contumelie e accuse riversate in passato sulla categoria. Anche la scelta di segnalare fra i candidati alla terza carica dello Stato, la Presidenza della Camera, un giornalista Emilio Carelli, che dopo essere stato al TG5 di Silvio Berlusconi, ha lanciato il TG24 di Sky, restando poi nel gruppo di Murdoch fino alla vigilia della partecipazione alla campagna elettorale nelle file del M5S, puo’ essere letto come un segnale.

Luigi Di Maio e Emilio Carelli (Foto Ansa/Alessandro Di Meo)

Ma ciò non vuol dire abbassare la guardia nei confronti dei media, soprattutto quelli palesemente antagonisti. E lo stesso Carelli è già in prima fila. ‘’Ritengo che gran parte della stampa italiana, con le dovute eccezioni,- sottolinea a ‘’Prima – non abbia saputo o voluto cogliere il senso profondo del cambiamento veicolato dal messaggio del M5S, ne’ la sua penetrazione trasversale nella società.’’
Il neodeputato Cinque stelle pur ammettendo che l’obiettività assoluta è un mito impraticabile sostiene che ‘’mentre in passato c’erano le testate cosiddette di area, che rispondevano alle aspettative di un dato segmento socio-politico e tuttavia sapevano attaccare o criticare tutte le parti in causa in modo lucido e sereno, nella recente campagna elettorale abbiamo assistito allo schierarsi di quasi tutte le testate in difesa – sottolinea ( quasi per accentuare la distanza col recente passato n.d.r )- di un establishment dominato dai poteri forti, a loro volta legati ai partiti tradizionali.’’

Così, secondo Carelli, queste testate spesso hanno attaccato il M5Stelle e il suo programma. ‘’Per non parlare – rileva – della questione relativa alle mancate restituzioni, che pur non comportando nessun tipo di reato e di conseguenza di nessuna inchiesta della magistratura, è stata per giorni e giorni il titolo di apertura di molti giornali e TG.’’ Infine per Carelli purtroppo in tanti hanno fatto fatica a raccontare senza pregiudizi politici non tanto il fenomeno Movimento 5 Stelle, ma i sentimenti profondi del Paese. ‘’Un po’ come è accaduto- conclude – ai partiti in questi anni.’’

Sulla stessa linea Alberto Airola, già membro commissione vigilanza Rai e confermato senatore per il M5S che si dice “allibito di fronte agli stereotipi e agli slogan che riempiono le pagine dei giornali e ai retroscena possibilisti a 360 gradi, come il cosiddetto progetto Napolitano che ipotizza larghe intese al contrario. Da parte nostra – afferma – stiamo cercando di porci in maniera responsabile e governativa, con la massima disponibilità, ma restando fuori da giochi di potere e spartizioni: abbiamo raccolto le speranze di tanti italiani in ginocchio non possiamo deluderli.’’
Secondo Airola spetta al Presidente Mattarella trovare la piattaforma possibile su cui far votare il nuovo parlamento e vedere quello che succede. ‘’Ci vorrà del tempo ma il ‘’cambiamento’’ andrà al governo e anche per la Rai a luglio, alla scadenza del cda, arriverà la nuova governance e partirà la‘’derenziarizzazione’’.
Spostandosi dall’opposizione al governo il taglio di comunicazione integrata, media e cittadini, non dovrebbe cambiare, anche se aumenterà il lavoro e non basterà la quarantina di addetti impegnati nella scorsa legislatura negli ufficio stampa di Camera e Senato. Tanto che c’è una sorta di bando per rimpolpare le fila. ‘’ Ci saranno anche altri cambiamenti – preannuncia Airola – per assistere i parlamentari serve anche un rafforzamento sia legislativo che tecnico’’.

Mentre la debacle del PD e il drastico taglio di parlamentari provoca una cinquantina di licenziamenti all’ufficio stampa, nei Cinque Stelle è in atto un reclutamento per irrobustire un’attività che già nella scorsa legislatura è stata particolarmente intensa e innovativa (l’attività dei parlamentari diffusa su più canali: dalla tradizionale nota stampa per media, a ‘’formati’’, come ad esempio ‘’post’’ e ‘’video’’, per raggiungere direttamente la gente attraverso i social con condivisioni o commenti). E’ stato diffuso pubblicato anche su questo sito nelle pagine Lavoro una ricerca formale.
E per quanto riguarda la selezione dei giornalisti alla domanda se qualche licenziato del PD potrà sperare di essere assunto, Airola dice‘’Non c’è preclusione saranno però scannerizzati.’’

Claudio Sonzogno