Il ceo di Mediapro in Italia per incontrare operatori e banche sui diritti tv della Serie A

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Jaume Roures arriva in Italia ed entro venerdì incontrerà tre degli operatori interessati all’acquisto dei diritti tv della Serie A 2018-21. Il fondatore di Mediapro vedrà l’ad di Premium, Marco Leonardi, il capo dell’ufficio commerciale di Perform, Jacopo Tonoli, e la responsabile multimedia entertainment di Tim, Daniela Biscardini.

Il presidente dell’agenzia di Barcellona ha già in mano i precontratti per chiudere la cessione della trasmissione delle partite su digitale, web e telefonia. In questo modo Mediapro potrebbe mettere in cassaforte circa 400 milioni di euro per assicurarsi i primi ricavi dopo l’investimento da 1.05 miliardi all’anno.

Jaume Roures, ceo di Mediapro

Una prima copertura per ottenere più facilmente la fideiussione da 1.2 miliardi (50 milioni vanno versati subito, poi bisogna applicare il 20% di Iva). È al lavoro un pool di banche. Per questo motivo Roures in questi giorni a Milano incontrerà UniCredit e Intesa Sanpaolo, la banca del neopresidente della Lega Serie A, Gaetano Miccichè.

Resta l’incognita Sky molto fredda nei confronti di Mediapro. Non a caso l’incontro in agenda tra i catalani e Santa Giulia viene definito “conoscitivo”. Quindi non operativo come quelli con Premium, Perform e Tim.

Da Barcellona filtra una certa perplessità per i vincoli imposti dalle authority italiane. In particolare per la limitata possibilità di modificare i pacchetti rispetto al bando precedente. L’intermediario indipendente vorrebbe capire esattamente quali sono i suoi margini di manovra. Ha formalizzato i suoi dubbi con una lettera della quale si è parlato ieri durante l’assemblea della Serie A.

I club sono preoccupati perché sono molto vicini alle scadenze finanziarie per “scontare” i diritti tv della stagione successiva presso le rispettive banche. Ma non conoscono ancora gli importi precisi.

Sembra evidente che è in corso un tentativo per cercare di spingere Mediapro ad abbandonare. Ma Roures è un osso duro. Il suo blitz milanese chiarirà fino a che grado di successo può arrivare la campagna italiana di Mediapro.

Stefano Scacchi