Facebook affonda a Wall Street dopo lo scandalo Cambridge Analytica. La Casa Bianca: pieno sostegno alle indagini

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Secondo giorno in netto calo in Borsa per Facebook dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Facebook peggiora a Wall Street, riporta l’Ansa, dove arriva a perdere oltre il 5% con lo scandalo di Cambridge Analytica. Nella giornata di ieri Mark Zuckerberg ha perso quasi 5 miliardi di dollari con il tonfo in Borsa in seguito allo scandalo per l’uso dei dati del social da parte della società anglo-americana di raccolta dati e consulenza politica Cambridge Analytica.

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Mark Zuckerberg (Foto Ansa-Ap)
Il tonfo in Borsa, riporta Bloomberg, ha fatto scivolare il numero uno di Facebook al quinto posto della classifica dei miliardari di Bloomberg, alle spalle di Jeff Bezos, Bill Gates, Warren Buffet e Amancio Ortega. L’amministratore delegato di Facebook era arrivato a perdere fino a 6,06 miliardi di dollari nella seduta di lunedì, con i titoli del social media scesi dell’8%. Poi pero’ in chiusura è riuscito a recuperare.
Il presidente Usa Donald Trump “ritiene che i diritti alla privacy degli americani dovrebbero essere tutelati”. Lo ha detto alla Fox il vice portavoce della Casa Bianca, Raj Shah. La Casa Bianca sostiene le indagini federali: “siamo lieti se il Congresso o altre agenzie vogliono esaminare il caso”, ha aggiunto.
E dopo che l’Autorità britannica per la protezione dei dati ha chiesto e ottenuto da Facebook di togliere i suoi revisori dalla sede di Cambridge Analytica, c’è attesa per l’assemblea dei dipendenti con i vertici di Facebook in programma venerdì. Mark Zuckerberg, secondo l’Ansa, potrebbe non presentarsi, mentre ci sarebbero i legali della società per rispondere alle domande sulla vendita dei dati di 50 milioni di utenti a Cambridge Analytica. Oggi in collegamento streaming col quartier generale di Menlo Park il primo incontro con lo staff, presieduto dal vicedirettore generale Paul Grewal. Si tratta della prima volta che i dipendenti possono chiedere spiegazioni sulla vicenda ai loro dirigenti.
Intanto è arrivata la critica di Sandy Parakilas, ex manager di Facebook dal 2011 al 2012 massimo responsabile per le indagini sulle violazioni dei dati. Parakilas accusa i vertici del social di “gestione lassista” per quanto riguarda i dati e i rapporti con i programmatori. E’ quello che sarebbe successo, secondo l’ex manager, con la società Global Science Research, che attraverso un’app ha potuto raccogliere oltre 50 milioni di informazioni private e venderle alla Cambridge Analytica.
“Zero, non c’era assolutamente nessun controllo sui programmatori esterni”, racconta al Guardian Parakilas. “Una volta che i dati lasciavano i server di Facebook non c’era alcun tipo di controllo – insiste – e nessun tipo di conoscenza su che fine facessero”.