Caso Cambridge Analytica: le preoccupazione di politici e autorità. Tajani: libertà in pericolo

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Continuano i commenti da parte di politici e autorità nazionali ed europee sul caso Cambridge Analytica che sta inguaiando Facebook. In una intervista pubblicata oggi sulla Stampa, il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani ha parlato della convocazione inviata a Mark Zuckerberg. “Gli chiediamo di spiegare i rapporti con Cambridge Analytica e di chiarire davanti ai rappresentanti di 500 milioni di europei come vengano utilizzati i dati personali da loro gestiti. Apprezzeremo molto se Zuckerberg accetterà l’invito, nella speranza che possa chiarire un aspetto essenziale: che quei dati non sono stati usati per manipolare la democrazia”.

Antonio Tajani (foto Olycom)
Antonio Tajani (foto Olycom)

“Facebook, Twitter e gli altri ‘giganti’ sono strumenti di libertà nei paesi democratici e lo sono anche nei paesi autoritari, dove infatti noi li difendiamo e ci battiamo per la loro diffusione. Ma, ha osservato Tajani facendo considerazioni su scala più ampia, senza regole e con un uso distorto, si mette a rischio la libertà di espressione di tutti”.
Indipendentemente dal fatto che anche le ultime elezioni italiane possano essere state in qualche modo influenzate dalle interferenze di Cambridge Analytica, Tajani ha detto “ci sono molti sospetti, io non ho le prove”. Ma una cosa dal suo punto di vista “è certa: dobbiamo essere in grado di evitare che alle elezioni Europee del 2019, qualcuno possa immaginare di sfasciare l’Europa con mezzi illegali e ovviamente dobbiamo impedirlo anche a chi avesse un progetto politico opposto”.

Intervenendo sul data-gate nel corso della trasmissione ‘Non Stop News’, in onda su Rtl 102.5, ha detto la sua anche  il presidente dell’Autorità anti-corruzione, Raffaele Cantone. “Ci avviciniamo sempre di più a un mondo che è, apparentemente, sempre più trasparente”., ha spiegato. “La trasparenza è un valore positivo che espone però a rischi enormi, a rischi di controlli massicci. Sono preoccupatissimo quando sento che il mondo gira sempre più intorno agli algoritmi, che non si capisce chi li compone e per quali obiettivi”.

Raffaele Cantone (foto Olycom)

“Se ciò che è venuto alla luce di questi giorni fosse vero e se sono stati profilati i dati di tantissime persone e su quei dati è stata fatta una campagna elettorale, ha ribadito poi, mi sembra che la profezia del Grande Fratello si stia avverando e c’è il rischio di un controllo elettronico della nostra vita si stia avverando”. “Questo pone interrogativi morali ed etici di cui i governi dovrebbero farsi carico”, ha concluso Cantone.

“Le istituzioni diventano fragili a causa della tecnologia, mentre pensavamo che sarebbero state più forti”.  ha invece detto sulla questione il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, definendosi “molto preoccupato”. “Bisogna riequilibrare il sistema, perché la situazione è molto critica e problematica: visto che l’autoregolamentazione non si vede occorre una regolamentazione”, ha rimarcato.

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico (foto Olycom)
Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico (foto Olycom)

“Dobbiamo accendere senza ipocrisia i riflettori sul caso Cambridge Analytica perché il problema non è tanto Facebook ma la gestione dei dati e chi autorizza il loro utilizzo, oltre a chi gira la testa dall’altra parte. A maggior ragione se questi dati sono stati utilizzati per orientare gli orientamenti politici degli elettori in vista degli appuntamenti elettorali”, ha invece detto Francesco Boccia, deputato del Partito Democratico e presidente della commissione Bilancio della Camera.

“Facebook è solo un anello di questo processo, il problema è a monte. Stiamo attraversando la più grande rivoluzione capitalistica della storia, i dati valgono spesso più dell’oro. Ma questi dati di chi sono? La proprietà dei nostri dati personali, anagrafici, di contribuente, i dati inseriti sui nostri social network appartengono a ciascuno di noi, a chi li genera o a chi li gestisce? Il nodo è tutto qui”.

Francesco Boccia (foto Olycom)