Anche uno dei fondatori di WhatsApp contro Facebook. E’ ora di cancellarsi

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Oltre agli attacchi delle istituzioni americane ed europee, su Facebook si abbattono anche i colpi di imprenditori che grazie al social si sono arricchiti. L’ultimo della lista è il cofondatore di WhatsApp Brian Acton, diventato miliardario vendendo nel 2014 l’app proprio a Zuckerberg per 19 miliardi di dollari, che si è aggiunto al movimento #deletefacebook e ha invitato i suoi follower a cancellarsi dal social.

Brian Acton

“It is time”, è tempo di farlo, ha scritto Acton aggiungendo poi l’hashtag #deletefacebook che negli ultimi giorni è gettonatissimo sui social. In 15 ore il cinguettio ha raccolto oltre 12mila like, più di 800 commenti ed è stato condiviso oltre 6mila volte.

Per Acton la privacy sembra essere un tema importante. Un mese fa, infatti, ha investito 50 milioni di dollari in Signal, la chat che più di tutte garantisce segretezza dei messaggi.

Prima di Acton, a puntare il dito contro il social c’erano stati tra gli altri Roger McNamee, uno dei primi investitori, secondo cui Facebook ha alterato le menti a colpi di disinformazione, o ancora Sean Parker, presidente della compagnia agli esordi dell’azienda, che ha denunciato come i social media “approfittino delle vulnerabilità della psicologia umana” e creino dipendenza.

Ieri l’ex manager Sandy Parakilas ha accusato la creatura di Zuckerberg di mancanza di controlli e gestione lassista. Il datagate che sta investendo Facebook, ha detto al Guardian, “poteva essere evitato”.