Tajani: dai giganti del web danni a cinema e tv. Le industrie digitali paghino come gli altri

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“Certamente sui giganti del web bisogna dar vita a un sistema di regole, perché sono gli unici sistemi di comunicazione che non hanno regole. I giornali li hanno, le televisioni li hanno e devono averli anche loro”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a margine del 19esimo forum di Confcommercio, riferendosi allo scandalo Facebook.

“Questo non significa limitare la libertà di stampa o di informazione”, ha precisato. “Anzi, significa difenderle, perché non possiamo accettare ad esempio che attraverso le grandi piattaforme vengano messi in circolazione film pedopornografici, ci sia violazione del diritto di proprietà intellettuale e siano colpite al cuore le industrie del cinema, culturali, della fiction e del turismo”.

Antonio Tajani (Foto EPA/STEPHANIE LECOCQ / POOL)

“Dobbiamo quindi dare delle regole e soprattutto dobbiamo far pagare le tasse a chi non le paga. Non possiamo chiedere alle imprese europee di pagare molte tasse, mentre le grandi multinazionali che operano nel settore del web, siano esse cinesi o americane, operano in Europa cercando Paesi dove pagano pochissime tasse, non creano nuovi posti di lavoro, guadagnano molti soldi e poi se li riportano a casa loro. Noi dobbiamo fare un po’ come Robin Hood: togliere ai ricchi per non infilare le mani nelle tasche dei cittadini in occasione del prossimo bilancio Ue”, ha proseguito.

A chi gli chiedeva se il Parlamento europeo avesse fissato una data per incontrare il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, Tajani ha risposto: “ancora no, la lettera è stata firmata l’altro ieri sera da me. Però già abbiamo avuto la prima risposta dai suoi rappresentanti in Europa. Il mio gabinetto li incontrerà nei prossimi giorni per vedere come e quando potrà venire a spiegare al Parlamento Europeo che cosa è successo”.

Parlando ancora della web tax, Tajani ha spiegato che il Parlamento europeo “si è sempre schierato a favore”. “Mi auguro che adesso tutti gli Stati membri la accolgano”, ha aggiunto. “Noi siamo favorevoli a una armonizzazione fiscale. Quindi anche gli stati che fanno un po’ di concorrenza al ribasso con una bassa pressione fiscale credo che debbano adeguarsi perché è in ballo l’interesse di tutti quanti e di mezzo miliardo di cittadini europei. Mi auguro che sulla web tax si possa andare avanti, sicuramente il Parlamento sosterrà con grande forza la proposta della Commissione”, ha concluso.