Nasce Torino 2026, associazione per la candidatura ai giochi Olimpici

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Passa dalla costituzione di una associazione, ‘Torino 2026’, la candidatura del capoluogo piemontese ai Giochi olimpici invernali. Il via libera alla sua costituzione è arrivato in mattinata dalla giunta comunale. L’associazione, senza scopo di lucro, curerà le attività di studio, analisi e ricerca necessarie a valutare la fattibilità della candidatura.
“Verificheremo attraverso l’associazione se l’evento olimpico potrà generare valore durevole per i territori coinvolti”, ha spiegato la sindaca Appendino. Il modello organizzativo che l’associazione Torino 2026 dovrà verificare avrà “come linee guida vincolanti quelle del riuso e del recupero delle strutture già esistenti – ha spiegato ancora la Appendino – della salvaguardia dell’ambiente e di una oculata gestione delle risorse economiche”.

Dopo il via libera dalla giunta comunale, necessario per il rispetto del cronoprogramma previsto dalle norme olimpiche internazionali, è previsto anche un successivo passaggio di approvazione da parte del Consiglio comunale. E’ dello scorso 7 marzo la lettera con cui la Città di Torino ha comunicato al Coni, in modo formale, il proprio interesse a partecipare al dialogo finalizzato alla promozione della candidatura del capoluogo piemontese all’edizione 2026 dei Giochi invernali.

Chiara Appendino (Foto: Olycom)

Il capoluogo piemonteste non è l’unico ad aver manifestato il suo interesse a ospitare la 25esima edizione dei giochi olimnpici. Nel tardo pomeriggio di ieri, 26 marzo, è arrivato anche il via libera da Veneto, Trento e Bolzano per la candidatura della Dolomiti, con capofila Cortina d’Ampezzo.
C’è “piena convergenza sulla candidatura avanzata dal Veneto e sostenuta dal Trentino”, è stato affermato al termine di un incontro a Venezia tra il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher.

Sullo sfondo resta sempre anche la città di Milano. Negli scorsi giorni il sindaco Sala ha detto “Penso che Milano abbia le carte in regola”, aggiungendo che non si “farà nulla senza un governo e il suo appoggio”, alludendo al fatto che una candidatura nasce da una decisione del Coni e dell’esecutivo.

Un concetto ribadito a più riprese anche dal presidente del Comitato Olimpico nazionale, Giovanni Malagò. “Per l’organizzazione di un evento come le Olimpiadi, sono tre i soggetti coinvolti: gli enti locali delle città interessate, il Coni e il governo nazionale. Quest’ultimo soggetto oggi non c’è. Attendiamo che si formi un nuovo governo, e poi potremo parlarne”.