Costa (Fieg): abbiamo sbagliato a cavalcare il fenomeno ott

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“Ci troviamo in un contesto in cui autodisciplina e autoregolamentazione non bastano. Stare attenti non è sufficiente. Servono sistemi di garanzia, regole che dovranno essere coordinate a livello internazionale. Non a caso Antitrust, Agcom e Privacy hanno sollevato problemi la cui analisi conduce in una direzione: la tutela non può che avvenire attraverso meccanismi di sistema”. Lo dice al Sole 24 Ore Maurizio Costa, presidente Fieg, in merito ai rapporti tra editori e over the top, come Facebook e Google, alla luce anche delle recenti polemiche sull’utilizzo dei dati degli utenti.

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Il presidente della Federazione italiana Editori Giornali, Maurizio Costa (Foto Ansa/Claudio Peri)

“Non abbiamo una visione pregiudizialmente antagonistica e lo dimostra anche l’accordo da noi siglato con Google”, precisa Costa. “Ma la dialettica deve esprimersi all’interno di un percorso trasparente. Al momento non mi sembra così. Con Upa e altri abbiamo redatto un libro bianco sulla trasparenza nelle attività di comunicazione. Né Facebook, né Google hanno aderito. Non è un bel segnale”.

Anche da parte degli editori “una riflessione autocritica si può e si deve fare”, sottolinea il presidente Fieg. “Inizialmente c’è chi ha pensato di poter cavalcare un fenomeno, in termini di maggiore visibilità presso gli utenti, il che alla fine si è rivelato controproducente. Penso che la misura sia colma e che la consapevolezza di ciò sia diffusa”.

Anche gli ott, conclude Costa, “con le loro iniziative stanno dimostrando di aver capito che una posizione più equilibrata e matura è necessaria. Questo dibattito, poi, servirà a marcare ancora di più la distanza da un certo mondo: l’editoria professionale è l’unica che può difendere da fenomeni distorsivi della realtà”.