Genish (Tim): ora Mediapro ha ancora più interesse a dialogare con noi

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Vivendi sarà un partner di lungo periodo per Telecom Italia. Così l’amministratore delegato di Tim, Amos Genish, in un’intervista a Les Echos, in cui spiega che la “strada da seguire” è la “convergenza tra telecom e media” come hanno fatto AT&T e Time Warner. Mentre intervistato dalla Stampa sull’accordo Sky-Mediaset Genish mette in guardia dal rischio di un cartello nel mercato televisivo e dichiara: Mediapro ha ora ancora più interesse a dialogare con Tim”.

Amos Genish (foto Ansa)

Vivendi e Tim. “Se Vivendi è entrata in Telecom Italia, lo ha fatto con una visione di lungo termine in quanto partner industriale. Tutto il contrario di un hedge fund come Elliott dalla politica di breve termine”. Lo dice il numero uno di Telecom, Amos Genish, intervistato oggi dal quotidiano francese Les Echos, che ieri descriveva l’accordo Mediaset-Sky come un duro colpo per Vivendi.

L’esempio di AT&T e Time Warner. “Vivendi – aggiunge – ha voluto assumersi il rischio e il tempo di rilanciare l’operatore. Scegliendo una strategia di convergenza tra telecom e media. Osserviamo questo movimento un po’ ovunque, in particolare negli Usa, per esempio tra AT&T e Time Warner. Per le Tlc, è la strada da seguire, è quella che genererà valore”.

L’errore di Elliott sulla rete. Genish definisce un “imperativo” che Tim “controlli la sua rete. Ovunque dove gli operatori non hanno seguito questa strategia (ci sono esempi negli Usa, in Australia, o in Nuova Zelanda) ciò ha creato rischi inutili per una resa molto debole o nulla”. “Elliott si sbaglia – avverte Genish – Vedono nel ‘deconsolidamento’ – questo il termine che usano – della rete un’opportunità per valorizzare meglio questa parte di Telecom Italia. Ma questo colpirà le nostre stesse offerte. Inoltre, come sostenere il debito del gruppo, che resterà elevato nonostante la vendita della rete, senza i redditi di quest’ultima?”.

Sull’accordo Mediaset-Sky. In merito all’intesa tra Mediaset e Sky “è troppo presto per pronunciarsi su questo accordo” ma “non è nell’interesse degli italiani che ci sia meno concorrenza nel mercato della pay tv. Se necessario, chiederemo dei rimedi”. “Tanto più – aggiunge Genish – che con il suo peso nella fibra, Telecom Italia è nella migliore posizione per offrire i miglior servizio ai telespettatori. Continueremo a fare tutto per proporre ai nostri clienti contenuti di qualità”.

Sempre sull’accordo Sky-Mediaset, afferma Genish alla Stampa: “la convergenza dei contenuti, unita alla connettività, costituisce un modello di business sostenibile che può aumentare i ricavi e la soddisfazione dei clienti. Detto ciò, non abbiamo molti dettagli sulla cooperazione Sky-Mediaset e aspettiamo di vedere come funzionerà. Credo che le autorità dovranno esaminare l’intesa attentamente per evitare che dia luogo a una concentrazione ancora maggiore rispetto all’esistente. Si deve anche accertare che tutti i protagonisti del mercato abbiano accesso agli stessi contenuti con le stesse condizioni”.

La partita sui diritti tv. “Il grosso della pay-tv – spiega Genish – gira intorno al pallone. Mediapro ha ora ancora più interesse a dialogare con Tim sui diritti del calcio, perché l’accordo di venerdì rende possibile un nuovo scenario, potenzialmente più concentrato. Ho sentito che sono stati sorpresi dal patto Sky-Mediaset, tanto è vero che hanno sospeso la pubblicazione della gara“. Alla domanda se quindi vogliano i gol su Tim Vision, Genish risponde: “non abbiamo cambiato idea. Valutiamo come avere un po’ di calcio su Tim Vision, in funzione della capacità di coprire adeguatamente i costi e della nostra base-clienti”.

Dialogo con Mediapro. Continueremo a parlare con Mediapro. E l’interesse è mutuo” perché, spiega, “il mercato della pay-tv in Italia ha la minore penetrazione in Europa, 32% contro 60% e più. Penso sia colpa della concentrazione su uno-due player e del ritardo della fibra. Noi possiamo cavalcare il cambiamento”. sul suo ruolo, Genish fa sapere: “Sono stato scelto da Vivendi, ma intendo essere “super partes” nell’interesse dell’azienda”, “senza consenso in Cda me ne vado”.