Istruttoria Antitrust su Facebook. Pitruzzella: guadagna coi nostri dati

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L’Antitrust apre un’istruttoria su Facebook per messaggi ingannevoli. Perché il social fondato da Mark Zuckerberg potrebbe essere responsabile di “informazioni ingannevoli su raccolta e uso dati”. Lo ha annunciato in una intervista a SkyTg24 il presidente Giovanni Pitruzzella.

L’intervista a Sky Tg 24 di Giovanni Pitruzzella, presidente Agcm

Nei confronti di Facebook “l’Antitrust oggi ha aperto un procedimento per pratiche commerciali scorrette, che riguarda il messaggio ingannevole che viene dato al consumatore”, spiega il presidente dell’Agcm. “Quando ci iscriviamo a Facebook sulla home page troviamo un messaggio che dice che il servizio è gratuito e lo sarà sempre. Ma il consumatore non è messo in grado di sapere che al contrario cede dei dati, per i quali ci sarà un uso commerciale, come dimostrano anche le recenti vicende“.

“Si tratta – ha proseguito Pitruzzella – di problematiche nuove che coinvolgono vari profili: c’è un profilo di tutela della privacy, per cui il regolatore di settore, l’Autorità per la privacy, nazionale e europea, sta intervenendo; c’è un profilo di nuove regole, occorrono regole adeguate ai tempi a cui sta pensando l’Autorità per le Comunicazioni, c’è poi un profilo di tutela del consumatore: noi siamo stati chiamati a intervenire dalle associazioni di tutela del consumatore, e riteniamo che i messaggi devono essere chiari, precisi, non ingannevoli, su cosa le piattaforme come Facebook fanno della nostra identità digitale”.

Qui il comunicato stampa dell’Agcm, in cui si spiega che, si spiega come i comportamenti messi in atto da Facebook potrebbero, ad avviso dell’autoirità, integrare due distinte pratiche commerciali scorrette: da un lato, Facebook non informerebbe adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, l’utente dell’attività di raccolta e utilizzo, a fini commerciali, dei dati che egli cede.

Dall’altro, Facebook avrebbe esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali, in cambio dell’utilizzo di Facebook, presterebbero il consenso alla raccolta e all’utilizzo di tutte le informazioni che li riguardano (informazioni del proprio profilo FB, quelle derivanti dall’uso di FB e dalle proprie esperienze su siti e app di terzi), in modo inconsapevole e automatico, tramite un sistema di preselezione del consenso e a mantenere lo status quo per evitare di subire limitazioni nell’utilizzo del servizio in caso di deselezione.