Glass Lewis su Tim: i fondi internazionali sostengano Elliott. Iss: Vivendi uno svantaggio per la telco

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Il proxy advisor statunitense Glass Lewis detta la linea per i fondi internazionali, suggerendo di votare compatti per la lista presentata dal fondo Elliott, in chiave anti francese. Lo evidenzia oggi Il Corriere della Sera, definendo come “molto chiaro il senso della scelta” che ha spinto in quella direzione. “Le proposte di Elliott offrono l’opportunità di sfrattare gli amministratori che servono chiaramente gli interessi di Vivendi, sostituendoli con nuovi candidati indipendenti che portano esperienza e competenza chiaramente pertinenti all’ambito operativo e alla strategia di Telecom Italia”.

(Foto Ansa/Alessandro Di Meo)

Oggi – giorno in cui si riunisce il Cda di Telecom – è l’ultimo disponibile per presentare le liste per il rinnovo del consiglio di amministrazione, in vista dell’assemblea del 24 aprile, ricorda il quotidiano. Oltre a Vivendi, che ha presentato il 6 aprile scorso la sua lista, anche il fondo Elliott si sta preparando all’appuntamento. Alla lista con sei candidati di cui sono già noti i nomi, nella quale figurano Luigi Gubitosi, Dante Roscini, Fulvio Conti, Massimo Ferrari, Paola Giannotti e Rocco Sabelli, potrebbero aggiungersi altri nominativi. “Sembra certa ormai – scrive il quotidiano – la presenza di Alfredo Altavilla, Chief operating officer per Europa, Africa e Medio Oriente di Fca. Così come quella di Paola Bonomo, consigliera indipendente nel board di Axa. Gli altri papabili, secondo indiscrezioni, potrebbero essere Lucia Morselli, consigliere di Luxottica e Snam e Marina Brogi consigliere indipendente di Salini e Luxottica”.

“Nomi che, continua il giornale, nelle intenzioni di Paul Singer, numero uno del fondo Usa, dovrebbero soddisfare le intenzioni di voto dei fondi istituzionali esteri, che rappresentano circa il 53% del capitale Tim perché l’incognita sarà anche la posizione di Assogestioni (che detiene l’1,6% del capitale di Tim) che potrebbe presentare una sua lista di minoranza con cinque nomi”.

“Ai voti di Assogestioni potrebbero aggiungersi anche quelli della Cassa depositi e prestiti, decisa ad arrivare al 5% entro il 13 aprile, ultimo giorno per depositare il proprio pacchetto azionario per poter votare all’assemblea”.

Dopo Glass Lewis, anche il proxy advisor Iss consiglia di sostenere Elliott. Quelli proposti dal fondo statunitense, si legge nelle conclusioni del report di Iss, “sono candidati italiani indipendenti, alcuni dei quali con rilevanti esperienze come amministratori delegati in societa’ di media e telecomunicazioni”.

Secondo Iss, Vivendi “appare più uno svantaggio che un asset per Tim” e “la sua influenza non ha portato stabilità”. Tim, infatti, “ha visto la sostituzione di tre amministratori delegati in due anni e ricorrenti problemi con le Authority” e il governo italiano. Da Iss, infine, l’invito a votare a favore della proposta di confermare l’Ad, Amos Genish, nel board, mentre viene suggerito il voto contrario alla politica di remunerazione dei manager e al piano di incentivi riservato allo stesso Genish.

Nel consigliare il proprio voto alla proposta di Elliott, Iss ritiene inoltre “non realistiche” le rassicurazioni dell’amministratore delegato di Tim, Amos Genish, circa una diminuzione dell’influenza sulla società da parte di Vivendi, e non sarebbe neppure realistico, come sostenuto sempre da Genish, che Vivendi sia “un partner di Tim a lungo termine, con buone intenzioni e con una valida strategia industriale nel lungo periodo”.