Non abbiamo hackerato Facebook o infranto le leggi. La difesa di Cambridge Analytica

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“Non abbiamo hackerato Facebook, ne’ infranto le leggi, non abbiamo influenzato il referendum sulla Brexit, raccogliamo dati solo con il consenso informato, stiamo conducendo una indagine indipendente per dimostrare che non possediamo alcun dato, condivideremo i risultati di questa indagine non appena li riceveremo”.

Cambridge Analytica, la società finita nell’occhio del ciclone per lo scandalo privacy che sta agitando Facebook e Mark Zuckerberg, affida la sua difesa in un documento in 10 punti,  pubblicato il 9 aprile scorso.

Nella sua versione della vicenda, Cambridge Analytica spiega di aver ricevuto i dati in licenza dalla società di ricerca GSR (General Science Research) “che li ha ottenuti legalmente tramite uno strumento fornito da Facebook”.

La sede londinese di Cambridge Analytica (EPA/ANDY RAIN)

“Centinaia di aziende di dati hanno utilizzato i dati di Facebook in modo simile”, scrive la società inglese, aggiungendo: “per essere chiari Cambridge Analytica non ha raccolto o condiviso illegalmente o in modo inappropriato dati con nessun altro. Cambridge Analytica non ha infranto i regolamenti Fec”.

Nella sua difesa, la società spiega inoltre, che “non ha utilizzato i dati GSR o derivati di questi dati nelle elezioni presidenziali statunitensi”, bollando come “semplicemente false” le affermazioni contrarie. “Cambridge Analytica – ha concluso – ha fornito sondaggi, analisi dei dati e marketing digitale per la campagna di Trump”.