Zuckerberg: anche i miei dati violati da Cambridge Analytica. Servono regole, ma con equilibrio

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“Anche i miei dati sono fra quelli violati da Cambridge Analytica”. Lo ha ammesso Mark Zuckerberg nella seconda giornata di audizione al Congresso degli Stati Uniti, confermando la vulnerabilità del social, fino a riconoscere l’inevitabilità di darsi regole, sebbene con “attenzione”.
Tra domande e richieste di garanzie una deputata ha fatto una lista delle scuse e degli errori che nel corso del tempo sono emersi. “Stando a questi precedenti – ha detto- mi sembra che l’autoregolamentazione non funzioni”.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa)

“Credo che sia inevitabile la necessità di alcune regole, ma bisogna fare attenzione” ha spiegato il fondatore di Facebook. Il suo appello è all’equilibrio, e alla necessità di evitare regole che finiscano per soffocare le startup tarpando le ali a sviluppo e novità. Zuckerberg ha poi insistito sulla libertà di scelta degli utenti sul livello di privacy nella condivisione di informazioni e contenuti, pur ammettendo che la gran parte non utilizza i controlli messi a disposizione dalla piattaforma per scegliere il livello di protezione del proprio profilo.
Zuckerberg è stato quindi chiamato a spiegare in dettaglio come funziona la raccolta di dati, dallo scambio di foto alla storia sul browser. E su Cambridge Analytica è restato irremovibile, puntando il dito contro quella ‘parte terza’ che ha agito a insaputa del network raccogliendo impropriamente dati di 87 milioni di utenti.
Zuckerberg ha poi confermato che è partito questa settimana il servizio di notifica per gli utenti i cui dati sono interessati dal caso.