A Roma il Messaggero parla di innovazione e tecnologia nel convegno ‘Le parole del futuro’

Condividi

Sono stati i grandi cambiamenti tecnologici che investono le società tra innovazione, e necessità di tutela della privacy, i grandi temi protagonisti di ‘Le parole del futuro’, il convegno organizzato dal Messaggero ieri a Roma, che si inserisce in un ciclo di incontri celebrativi per i 140 anni del giornale.

“L’intelligenza collettiva può cambiare il nostro mondo”, ha dichiarato Geoff Mulgan, ad di Nesta (National Endowment for Science Technology and the Arts), nel suo opening speech introdotto dal direttore del giornale Virman Cusenza.

Nella foto: Virman Cusenza (foto Giacomo Gabrielli/Ag.Toiati)

“L’innnovazione nel Regno Unito è già arrivata nel settore bancario, con una maggiore trasparenza – ha spiegato. Da Wikipedia alle comunità scientifiche, esistono molti progetti in cui milioni di persone collaborano per analizzare i fenomeni. Al momento vengono costruiti tanti strumenti di intelligenza artificiale e miliardi vengono investiti dalla Cina agli Usa al Regno Unito all’Italia ma il rischio è che potremmo finire con l’avere tanti apparecchi smart che nella realtà non sono integrati col nostro modo di vivere, che non sfruttano in pieno l’intelligenza umana e pertanto non renderanno migliore la nostra vita”. Pertanto “la sfida nei prossimi anni è come coniugare l’intelligenza digitale delle macchine con l’intelligenza collettiva della società, con le idee, la saggezza e le osservazioni di milioni di persone, ha sottolineato Mulgan, spiegando che ciò sta avvenendo “a piccoli passi”.

Nella foto: Geoff Mulgan, Duilio Giammaria e Vittorio Bo (Paolo Rizzo/Ag.Toiati)

“Abbiamo bisogno di una nuova disciplina, un nuovo modo di vedere il mondo. Credo che l’intelligenza artificiale abbia un potenziale incredibile. Ma da sola, senza l’elemento umano, rischia di trasformarsi in un disastro”, ha aggiunto Mulgan. “C’è una competizione globale straordinaria sull’innovazione tecnologica e il numero di persone impiegate, ad esempio, nell’intelligenza artificiale, è in costante aumento”, ha poi detto. “Il Messaggero è stato fondato qualche anno prima della prima automobile: da lì in poi è stato tutto un perfezionamento e un test, e nessuno avrebbe potuto immaginare che l’auto sarebbe stata per tutti. Il digitale è molto simile: dobbiamo fare molto per evitare i lati negativi e accentuare i buoni”.

Mario Di Mauro, Duilio Giammaria e Alessandro Toscano (Foto Paolo Rizzo/Ag.Toiati)

Sulle applicazioni dell’Internet of things, hanno invece dibattuto Mario di Mauro, Chief Strategy, Innovation & Quality di Tim, e Alessandro Toscano, prorettore per innovazione e trasferimento tecnologico dell’Università di Roma Tre, nel primo dei panel che si sono susseguiti duranteil convegno, moderati dal giornalista Rai Duilio Giammaria.

Parlando delle smart cities, il manager Tim ha detto: “aiutano i cittadini ad avere una maggiore qualità della vita e del tempo libero. Vale per la protezione dal crimine, per i pompieri, per la mobilità: si risparmiano 15 giorni all’anno del nostro tempo. Non dobbiamo avere paura delle nuove tecnologie. Dobbiamo colmare dei divari, delle lacune che abbiamo sulle competenze digitali, sulla formazione, sull’utilizzo di internet ma colmate queste lacune sicuramente le tecnologie porteranno grandi opportunità per lavorare in aziende più interessanti, per vivere in città più sostenibili con una migliore qualità dell’ambiente, maggiore sicurezza, porteranno ad un nuovo modo di fare industria, più sicuro per le persone, più competitivo per le nostre imprese”.

“Sono convinto che la rivoluzione tecnologica abbia stravolto anche il sistema di pensiero”, ha aggiunto Toscano, sottolineando come dal suo punto di vista, “la tecnologia intesa come sviluppo tecnologico ha imposto un nuovo modo, metodo, di pensare, di produrre cultura, radicalmente diverso da quello proprio della tradizione filosofica prima, e scientifica dopo”.

Alessandro Lanza, Duilio Giammaria e Roberto Saracino Paolo (Foto Rizzo/Ag.Toiati)

“La capacità di ogni consumatore di poter valutare in linea teorica i propri consumi elettrici, è un aspetto su cui investiamo molto. Una maggiore efficienza del consumi energetici è un tema su cui stiamo lavorando”, ha spiegato Alessandro Lanza, del cda di Enea, che insieme a Roberto Saracino, senior vice president CTO di Lottomatica, ha analizzato il tema dei big data.
Parlando di numeri “quest’anno abbiamo fatto 18 miliardi di transazioni”, ha annunciato Saracino. “E’ necessario liberare i dati – ha continuato Lanza – dobbiamo renderli accessibili e fruibili da tutti”.

“Il digitale porta efficienza, semplificazione. Ovviamente c’è più tracciabilità del dato. In Italia siamo 24esimi in Europa per i pagamenti digitali”, ha sottolineato invece Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano.
“Noi di Poste stiamo facendo un percorso per dare ai nostri clienti la possibilità di interagire non fisicamente, ma attraverso il web e le app”, ha spiegato Marco Siracusano, direttore Pagamenti, Mobile e Digital di Poste Italiane. “Oggi 16 milioni di clienti utilizzano le nostre app. Innovazione vuol dire velocità. Il 25% dell’ e-commerce in Italia è fatto con una carta postepay e Poste è leader nel mondo dei pagamenti”.

Marco Siracusano, Duilio Giammaria Valeria Portale (foto Paolo Rizzo/Ag.Toiati)

“Grazie alle nuove tecnologie stiamo arrivando al concetto di medicina di precisione – ha spiegato Andrea Ardizzoni, professore di oncologia medica all’Università di Bologna – Un grosso cambiamento è arrivato quando si è stati in grado di decodificare il genoma umano. Ma un tumore, per esempio, cambia continuamente: ci servono nuove tecnologie che ci consentano di monitorarne l’evoluzione”.

Nicolo’ Manaresi, Duilio Giammariae Andrea Ardizzoni (Foto Paolo Rizzo/Ag.Toiati)