Le proteste venezuelane nello scatto vincitore del World Press Photo of the Year

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Un ragazzo venezuelano avvolto dalle fiamme da cui cerca di scappare, con il volto coperto da una maschera antifumo e sullo sfondo un muro di mattoni rossi con la piccola scritta nera “Paz” (Pace) “sparata” da una pistola.
E’ questa l’immagine vincitrice della 61esima edizione del World Press Photo of the Year.
A scattarla Ronaldo Schemidt, fotografo dell’agenzia Afp, durante le proteste scoppiate a Caracas nel maggio scorso contro il presidente Maduro.

La foto – che si è aggiudicata anche il primo posto nella categoria Spot News – è stato selezionato tra le sei finaliste annunciate il 14 febbraio scorso. Per la prima volta nella storia, infatti, quest’anno la fondazione olandese ha presentato al pubblico tutti i finalisti e non direttamente i vincitori, sia per il primo posto assoluto che per ciascuna delle otto categorie di concorso (Contemporary Issues; Environment; General News; Long -Term Projects; Nature; People; Sports; Spot News).

In tutto sono state più di 73mila le foto in lizza per il premio, presentate da 4.548 fotografi provenienti da 125 diversi Paesi, e valutate dalla giuria, presieduta da Magdalena Herrera, responsabile della sezione fotografica della rivista Geo in Francia, e composta da France Thomas Borberg, capo photo-editor di Politiken, Marcelo Brodsky, visual artist, Jérôme Huffer, capo del dipartimento fotografico di Paris Match, Whitney C. Johnson, vice direttrice della fotografia al National Geographic, Bulent Kiliç, responsabile fotografico di AFP in Turchia, Eman Mohammed, fotogiornalista.

Cinque gli italiani premiati nelle diverse categorie: Giulio di Sturco, secondo nella categoria Storie d’attualità, Luca Locatelli, secondo categoria Ambiente, Francesco Pistilli, terzo nella categoria General News, Fausto Podavini, secondo categoria Progetti a lungo termine, e Alessio Mamo, secondo nella categoria People News.