Per la prima volta le consultazioni al Quirinale in streaming su YouTube

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Un grande Palazzo di vetro aperto alla Rete, così il Quirinale è diventato social e ha stabilito un contatto diretto con i cittadini, soprattutto giovani ma non solo. Per la prima volta nella storia della Repubblica, infatti, sono visibili in diretta streaming su YouTube le consultazioni per la formazione di un governo. Un rebus complicato che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, proverà a risolvere in queste ore, probabilmente con un mandato esplorativo a uno dei due presidenti delle Camere se non con un pre-incarico a una delle forze più votate dagli italiani.

Durante i giorni delle prime consultazioni 2.0 dal Colle hanno rilevato un milione di visualizzazioni, il 50% avvenuto via smartphone, mentre un 39% di persone si è collegato dal computer, il 10% dai tablet.
Così, per esplicita intenzione del Capo dello Stato, la ritualità istituzionale con la quale sfilano nel Salone alla Vetrata i gruppi parlamentari, i leader e le alte cariche dello Stato, è stata rivelata in tempo reale su un canale YouTube dedicato, ‘Presidenza della Repubblica italiana’, rilanciata sui social e quindi privata dell’esclusività per addetti ai lavori della politica o dei giornalisti che si affollano in attesa delle varie comunicazioni. Il “filo diretto” via web con il Quirinale andrà avanti nelle prossime fasi, fino al giuramento del governo nel grande Salone delle Feste.

Sergio Mattarella (Foto Ansa/Alessandro Di Meo)

Questa la nuova linea seguita dall’ufficio stampa del Colle, anche se da tempo è presente in Rete, proprio perché il Presidente Mattarella vuole muoversi nel segno della trasparenza e quindi facilitare l’accesso alle notizie, soprattutto ai giovani, a chi non si informa attraverso la televisione e la carta stampata ma preferisce andare “alla fonte”. Un modo per ricucire il filo spezzato fra cittadini e istituzioni.

Si è visto però che non sono solo i giovanissimi ad avvicinarsi, perché la maggior parte delle persone che finora hanno seguito in tempo reale le consultazioni è nella fascia di età fra i 24 e i 34 anni (il 31%), ma anche i millennials dai 18 ai 24 anni (il 20% del totale), incuriositi anche ragazzini fra i 13 e i 17 anni oltre alla fascia più matura fra i 35 e i 54 anni. Dati in corso di valutazione, ma l’innovazione ha un effetto indubbiamente positivo e andrà avanti. I video si possono rivedere sia dal sito del Quirinale che dal canale YouTube.

Tutti i passaggi delle consultazioni vengono poi rilanciati dai principali siti di informazione che, grazie ai codici concessi dal Colle, possono incorporare i player video. Dall’arrivo delle delegazioni nel cortile d’Onore scortate dai corazzieri, al passaggio nelle sale sfarzose del Palazzo che fu dei Papi e dei Re, fino allo studio della Vetrata nel quale è avvenuto il colloquio con il Presidente (che resta comunque riservato) e, infine, la porta che si apre con l’uscita dei politici e le dichiarazioni alla stampa, dopo l’incontro, nella Loggia d’Onore tra flash, taccuini e telecamere.

Sul menù del sito Quirinale.it infatti ci sono i link ai vari social: dal Colle volano Tweet nel profilo @Quirinale, con le comunicazioni del Presidente alla stampa o sul momento degli incontri con i presidenti delle Camere, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, tweet dopo tweet è stata resa nota in tempo reale la processione dei gruppi parlamentari, rilanciata su GooglePlus e Instagram. In questi giorni, sia il 4 e 5 aprile che il 12 e 13, si è visto l’arrivo di un compunto Luigi Di Maio con i capigruppo Cinque Stelle, il leader della Lega Matteo Salvini con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, del quale i cittadini hanno potuto assistere allo show in diretta; i quattro moschettieri del Pd capeggiati da Maurizio Martina e così via.

Sempre visibili con video e foto sulla home page quirinalizia tutti gli eventi del Presidente (come il ricordo di Roberto Ruffilli, esponente Dc ucciso dalle Br trent’anni fa), leggibili i discorsi e i comunicati. La diretta sul canale YouTube facilita anche i media stranieri e le diplomazie, avvicina le comunità di italiani all’estero: se l’88% delle visualizzazioni viene dall’Italia, seguono poi Regno Unito, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Francia, Spagna e persino il Brasile.