Media, Agcom fotografa il mercato italiano tlc, tv, stampa, internet e social – INFOGRAFICHE

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Gli accessi complessivi della rete fissa crescono per il quinto trimestre consecutivo grazie all’andamento delle linee a banda larga che, con un aumento su base annua di oltre un milione di unita’ arriva a fine anno a sfiorare i 16,6 milioni di linee.

Mobile. Con riferimento alle sim complessive, Wind Tre si conferma market leader, ma perde 1,9 p.p. su base annua; Vodafone guadagna 0,8 p.p. portandosi a ridosso di TIM (+0,5 p.p.).Guardando le sole sim «human», Wind Tre perde -1,2 p.p. su base annua scendendo al 35,2% mentre TIM guadagna 0,4 p.p. raggiungendo il 28,6%. Nel segmento MVNO, il peso di Poste Mobile, pur arretrando, rimane non lontano dal 50%, mentre Fastweb rafforza la seconda posizione (con il 18,7%) con una crescita di 3,7 p.p.
Mobile. Con riferimento alle sim complessive, Wind Tre si conferma market leader, ma perde 1,9 p.p. su base annua; Vodafone guadagna 0,8 p.p. portandosi a ridosso di TIM (+0,5 p.p.).Guardando le sole sim «human», Wind Tre perde -1,2 p.p. su base annua scendendo al 35,2% mentre TIM guadagna 0,4 p.p. raggiungendo il 28,6%. Nel segmento MVNO, il peso di Poste Mobile, pur arretrando, rimane non lontano dal 50%, mentre Fastweb rafforza la seconda posizione (con il 18,7%) con una crescita di 3,7 p.p.

– Leggi o scarica il documento dell’Osservatorio Agcom sulle Comunicazioni  riferite all’anno 2017 (PDF) 

I dati dell’Osservatorio sulle Comunicazioni diffusi oggi da Agcom mostrano, in particolare, una riduzione degli accessi broadband in tecnologia xDSL (-1,31 milioni di accessi), diminuzione pero’ piu’ che bilanciata dalla crescita (+2,33 milioni di unita’) degli accessi in altre tecnologie (qualitativamente superiori), le quali a fine dicembre raggiungono i 5,69 milioni di accessi grazie specialmente alla crescita delle linee FTTC-FTTH. Da evidenziare anche il traguardo degli accessi Fixed Wireless Access (FWA) che, a fine dicembre, hanno superato il milione di accessi. Dal lato delle prestazioni, le linee broadband con una velocita’ superiore ai 10 Mbit/s superano i 2/3 del totale, mentre quelle ultrabroadband (velocita’ superiore ai 30 Mbit/s) hanno superato il 27% del totale, in crescita di 12 punti rispetto a dicembre 2016. In relazione agli accessi broadband e ultrabroadband, Tim si conferma primo operatore con il 45,6% (quota che sale al 48% considerando solo il segmento ultrabroadband). Seguono Wind Tre, Fastweb e Vodafone con quote sostanzialmente equivalenti comprese tra il 14 ed il 15%.

Mobile. Da dicembre 2013, le sim che hanno svolto traffico dati sono passate dal 39,8% al 63,9% di quelle «human» ● Nell’ ultimo anno, il numero delle sim con accesso a Internet è cresciuto del 3,1% raggiungendo quota 52,6 milioni di unità ● Il traffico dati complessivo risulta in aumento di circa il 56% ● I consumi medi unitari mensili (2,76 Giga/mese) hanno registrato una crescita di circa il 50% ● Circa l’80% delle sim che svolgono traffico dati adotta uno specifico piano dati
Mobile. Da dicembre 2013, le sim che hanno svolto traffico dati sono passate dal 39,8% al 63,9% di quelle «human» ● Nell’ ultimo anno, il numero delle sim con accesso a Internet è cresciuto del 3,1% raggiungendo quota 52,6 milioni di unità ● Il traffico dati complessivo risulta in aumento di circa il 56% ● I consumi medi unitari mensili (2,76 Giga/mese) hanno registrato una crescita di circa il 50% ● Circa l’80% delle sim che svolgono traffico dati adotta uno specifico piano dati

Nella rete mobile, su base annua si registra un aumento complessivo di 2 milioni di sim: quelle M2M (Machine to Machine) sono cresciute di 4,1 milioni di unita’, mentre le sim che prevedono servizi “solo voce” e “voce+dati” si riducono di 2,1 milioni di unita’. Pur con una quota in flessione su base annua, con il 31,2% Wind Tre si conferma leader di mercato, seguito da Tim e Vodafone, entrambe con una quota in crescita.

La posizione di Wind Tre si rafforza (35,2%) se si considerano unicamente le sim “human” escludendo, cioe’, quelle M2M. Prosegue in misura consistente la crescita della larga banda mobile: nel quarto trimestre dell’anno, le sim che hanno effettuato traffico dati hanno superato i 52 milioni (+3,1% su base annua), con un consumo medio unitario di dati stimabile in 2,76 GB/mese (+49,5% vs dicembre 2016). In tale contesto, prosegue la riduzione degli sms inviati (17 miliardi da inizio anno) con una riduzione del 32% su base annua.

Su base annua, Rai, con oltre 4 milioni di telespettatori e una quota in crescita (+1,2 p.p.), rappresenta il primo operatore ● Gli ascolti nel giorno medio di Mediaset, al secondo posto con 3,3 milioni di telespettatori, registrano invece una contrazione (-0,8 p.p.) ● Su base annua, la quota degli ascolti complessivi di Sky pari al 8,5% non subisce rilevanti variazioni, mentre per Discovery e La 7 (rispettivamente con il 6,7% e il 3,5%) si osservano, invece, delle contrazioni (rispettivamente -0,2e -0,7 p.p) ● In crescita (+0,5 p.p.) la performance degli operatori minori (altri operatori)
Su base annua, Rai, con oltre 4 milioni di telespettatori e una quota in crescita (+1,2 p.p.), rappresenta il primo operatore ● Gli ascolti nel giorno medio di Mediaset, al secondo posto con 3,3 milioni di telespettatori, registrano invece una contrazione (-0,8 p.p.) ● Su base annua, la quota degli ascolti complessivi di Sky pari al 8,5% non subisce rilevanti variazioni, mentre per Discovery e La 7 (rispettivamente con il 6,7% e il 3,5%) si osservano, invece, delle contrazioni (rispettivamente -0,2e -0,7 p.p) ● In crescita (+0,5 p.p.) la performance degli operatori minori (altri operatori)

Nel settore televisivo, rispetto a dicembre 2016, si riscontra una crescita degli ascolti per la Rai, che raggiunge il 37,2%, a fronte di una lieve riduzione per Mediaset (-0,8 punti percentuali). Nello stesso periodo, tra gli altri operatori televisivi, 21° Century Fox/Sky Italia mantiene inalterata la propria quota di ascolti (8,5%) mentre risultano in leggera flessione quelle di Discovery (-0,2 punti percentuali) e di La7 (-0,7 punti percentuali).

 Il Tg1 sera conferma la propria leadership con 5 milioni di telespettatori nel giorno medio e un incremento della quota di ascolti (0,4 p.p) rispetto a dicembre 2013; al secondo posto, con una share in crescita di 0,3 p.p., si colloca l'edizione serale del Tg5 seguito, in media, da 4,3 milioni di telespettatori ● Per tutti gli altri telegiornali, si registra una contrazione della propria share, così come dei telespettatori medi ● Continua il trend decrescente degli ascolti nel giorno medio del tg La 7 sera che ottiene 1 mln di telespettatori ● I telespettatori che nel giorno medio hanno seguito il TgR sono in crescita rispetto a dicembre 2016
Il Tg1 sera conferma la propria leadership con 5 milioni di telespettatori nel giorno medio e un incremento della quota di ascolti (0,4 p.p) rispetto a dicembre 2013; al secondo posto, con una share in crescita di 0,3 p.p., si colloca l’edizione serale del Tg5 seguito, in media, da 4,3 milioni di telespettatori ● Per tutti gli altri telegiornali, si registra una contrazione della propria share, così come dei telespettatori medi ● Continua il trend decrescente degli ascolti nel giorno medio del tg La 7 sera che ottiene 1 mln di telespettatori ● I telespettatori che nel giorno medio hanno seguito il TgR sono in crescita rispetto a dicembre 2016

 

● Genere: Tg1, TG5 e Tg4 evidenziano un maggiore seguito tra il pubblico femminile; il telegiornale del canale La7 è in grado di attrarre maggiormente la componente maschile del pubblico televisivo ● Età: tutti i telegiornali sono seguiti dalle coorti di popolazione più mature (> 55); Studio Aperto appare il TG più trasversale in termini di fasce di età, riuscendo, più degli altri TG, a catturare anche le fasce di età intermedie ● Stato occupazionale: tenuto conto che il 69% dei telespettatori sono non occupati (casalinghe, pensionati, studenti, bambini), il Tg2, Studio Aperto e il Tg5 sono stati in grado di intercettare una percentuale maggiore di occupati● Istruzione: i telegiornali di Rai (Tg1, Tg2, Tg3 e TgR) e Cairo (Tg La7) sono caratterizzati da un pubblico di laureati più ampio della media dei telespettatori
● Genere: Tg1, TG5 e Tg4 evidenziano un maggiore seguito tra il pubblico femminile; il telegiornale del canale La7 è in grado di attrarre maggiormente la componente maschile del pubblico televisivo ● Età: tutti i telegiornali sono seguiti dalle coorti di popolazione più mature (> 55); Studio Aperto appare il TG più trasversale in termini di fasce di età, riuscendo, più degli altri TG, a catturare anche le fasce di età intermedie ● Stato occupazionale: tenuto conto che il 69% dei telespettatori sono non occupati (casalinghe, pensionati, studenti, bambini), il Tg2, Studio Aperto e il Tg5 sono stati in grado di intercettare una percentuale maggiore di occupati● Istruzione: i telegiornali di Rai (Tg1, Tg2, Tg3 e TgR) e Cairo (Tg La7) sono caratterizzati da un pubblico di laureati più ampio della media dei telespettatori

Analizzando l’evoluzione delle audience delle edizioni serali dei principali programmi di informazione (i telegiornali), nel giorno medio, Tg1 e Tg5 risultano i piu’ seguiti (complessivamente con circa 9,6 milioni di ascoltatori nel giorno medio). Al terzo posto si colloca l’edizione serale della testata a carattere locale di Rai 3 (TgR) con una share in lieve crescita (+0.4%). Dall’analisi dei profili sociodemografici dei telespettatori, i telegiornali della Rai (Tg1, Tg2, Tg3 e TgR) e di Cairo (Tg La7) sono seguiti sopra la media da un pubblico di laureati.

 Anche nel 2017, continua la dinamica negativa (-300 mila unità) delle copie (cartacee e digitali) vendute di quotidiani ● In lieve contrazione la quota di GEDI, leader nella vendita di quotidiani (-0,1 p.p), mentre RCS al secondo posto registra un incremento della propria quota (+0,5 p.p) ● Continua la dinamica positiva della quota di Monrif (+0,4 p.p.), mentre per gli altri editori si registra una contrazione Anche nel 2017, continua la dinamica negativa (-300 mila unità) delle copie (cartacee e digitali) vendute di quotidiani ● In lieve contrazione la quota di GEDI, leader nella vendita di quotidiani (-0,1 p.p), mentre RCS al secondo posto registra un incremento della propria quota (+0,5 p.p) ● Continua la dinamica positiva della quota di Monrif (+0,4 p.p.), mentre per gli altri editori si registra una contrazione
Anche nel 2017, continua la dinamica negativa (-300 mila unità) delle copie (cartacee e digitali) vendute di quotidiani ● In lieve contrazione la quota di GEDI, leader nella vendita di quotidiani (-0,1 p.p), mentre RCS al secondo posto registra un incremento della propria quota (+0,5 p.p) ● Continua la dinamica positiva della quota di Monrif (+0,4 p.p.), mentre per gli altri editori si registra una contrazione

 

● In contrazione le vendite di copie cartacee dei quotidiani dei principali editori (-9% da dicembre 2016) ● Anche Il peso delle copie digitali, in assoluto e sul totale delle vendite di quotidiani, risulta in diminuzione
● In contrazione le vendite di copie cartacee dei quotidiani dei principali editori (-9% da dicembre 2016) ● Anche Il peso delle copie digitali, in assoluto e sul totale delle vendite di quotidiani, risulta in diminuzione

Continua il trend in contrazione dell’editoria quotidiana: nello scorso dicembre la vendita di quotidiani (copie cartacee e copie digitali) e’ risultata di poco superiore ai 2,8 milioni di copie, in flessione dell’10% rispetto allo stesso mese del 2016. Anche per i quotidiani venduti sotto forma di copie digitali e multiple si registra una contrazione della quota sul totale del venduto (-2%) rispetto a dicembre 2016. Il gruppo GEDI, al primo posto nella distribuzione delle copie vendute con il 20,5%, regista una lieve contrazione (-0,1 punti percentuali) mentre il secondo operatore, RCS Mediagroup, registra un incremento di mezzo punto percentuale.

Audience dei principali operatori per utenti unici e tempo medio mensile di navigazione (dicembre 2015, dicembre 2016, dicembre 2017) Google e Facebook, primo e secondo operatore per utenti unici, continuano a registrare performance positive (+10% complessivamente rispetto a dicembre 2016); seguono Amazon e Microsoft anche in questo caso con un trend crescente (rispettivamente +3,2 e +1,7 mln di italiani) ● Aumenta il numero complessivo dei visitatori unici (+4,9 mln complessivi) anche per le piattaforme nazionali collocate ai primi posti del ranking (ItaliaOnline, GEDI, Mondatori e Mediaset) ● Si riduce il tempo di navigazione mensile degli italiani che passa a 50 ore (-3 ore rispetto a dicembre 2016); anche il tempo medio per utente speso su Facebook è in contrazione (-21 minuti in media rispetto a dicembre 2016)

Google e Facebook, primo e secondo operatore per utenti unici, continuano a registrare performance positive (+10% complessivamente rispetto a dicembre 2016); seguono Amazon e Microsoft anche in questo caso con un trend crescente (rispettivamente +3,2 e +1,7 mln di italiani) ● Aumenta il numero complessivo dei visitatori unici (+4,9 mln complessivi) anche per le piattaforme nazionali collocate ai primi posti del ranking (ItaliaOnline, GEDI, Mondatori e Mediaset) ● Si riduce il tempo di navigazione mensile degli italiani che passa a 50 ore (-3 ore rispetto a dicembre 2016); anche il tempo medio per utente speso su Facebook è in contrazione (-21 minuti in media rispetto a dicembre 2016)

Per quanto riguarda l’utilizzo di Internet, continua la dinamica positiva per Google e Facebook primo e secondo operatore per utenti unici che, rispetto a dicembre 2016, realizzano complessivamente un incremento del 10% (+2,8 milioni di visitatori). Sebbene in lieve contrazione rispetto allo stesso mese del 2016, la navigazione su Facebook (che comprende anche l’utilizzo da parte degli utenti di Whatsapp) ha superato in media le 24 ore mensili.

 Facebook, leader fra i social network, raggiunge oltre 26,8 mln di utenti unici (+9% rispetto a dicembre 2016) ● Per Istagram (gruppo Facebook) continua la dinamica crescente (+3 mln di visitatori unici rispetto a dicembre 2016) ● Anche LinkedIn (social network professionale) con circa 10 mln di utenti unici medi registra una crescita (+18%) ● Stabile l'audience di Twitter, in aumento quella di Pinterest (+1,3 mln di visitatori, +29%) ● In contrazione, rispetto a dicembre 2016, gli utenti unici che hanno visitato Google+ (-2,4 mln), Trumblr (-0,7 mln) e Snapchat (-0,2 mln)
Facebook, leader fra i social network, raggiunge oltre 26,8 mln di utenti unici (+9% rispetto a dicembre 2016)
● Per Istagram (gruppo Facebook) continua la dinamica crescente (+3 mln di visitatori unici rispetto a dicembre 2016)
● Anche LinkedIn (social network professionale) con circa 10 mln di utenti unici medi registra una crescita (+18%)
● Stabile l’audience di Twitter, in aumento quella di Pinterest (+1,3 mln di visitatori, +29%) ● In contrazione, rispetto a dicembre 2016, gli utenti unici che hanno visitato Google+ (-2,4 mln), Trumblr (-0,7 mln) e Snapchat (-0,2 mln)

Analizzando l’audience dei social network – ad esclusione di Facebook che risulta nettamente quello piu’ utilizzato dagli italiani con 26,8 milioni di utenti unici nel mese di dicembre 2017- di rilievo risulta la crescita di Instagram (+2,9 milioni di utenti), anch’esso appartenente al gruppo Facebook, di Linkedin, che raggiunge 9,8 milioni di utenti unici e, infine, di Pinterest con +1,3 milioni di navigatori. Passando all’esame dei profili sociodemografici, Instagram, Trumblr, Snapchat si caratterizzano per un maggiore gradimento da parte dei piu’ giovani.

● Genere: Rispetto al totale dei soggetti che consultano la categoria «Search portals e communities», Pinterest e Snapchat si caratterizzano per una maggiore penetrazione della componente femminile ● Età: Instagram, Trumblr e Snapchat ricevono particolare attenzione da parte di un pubblico giovane (0-34 anni), rispetto agli altri social network come Linkedin, Twitter, Pinterest e Google+ seguiti in particolare dalle coorti d'età intermedia (35-54 anni) ● Stato occupazionale: Google+, Linkedin, Twitter sono preferiti dagli utenti che hanno un'occupazione ● Istruzione: Twitter e Linkedin sono seguiti più degli altri social network da un pubblico dotato di un titolo di laurea
● Genere: Rispetto al totale dei soggetti che consultano la categoria «Search portals e communities», Pinterest e Snapchat si caratterizzano per una maggiore penetrazione della componente femminile ● Età: Instagram, Trumblr e Snapchat ricevono particolare attenzione da parte di un pubblico giovane (0-34 anni), rispetto agli altri social network come Linkedin, Twitter, Pinterest e Google+ seguiti in particolare dalle coorti d’età intermedia (35-54 anni) ● Stato occupazionale: Google+, Linkedin, Twitter sono preferiti dagli utenti che hanno un’occupazione ● Istruzione: Twitter e Linkedin sono seguiti più degli altri social network da un pubblico dotato di un titolo di laurea

Per quanto riguarda infine il settore postale, nel corso del 2017 i ricavi complessivi sono aumentati del 2,9%, con i servizi di corriere espresso in crescita del 5,9% e quelli postali in flessione dello 0,8%. I volumi dei servizi compresi nel servizio universale risultano in flessione del 13,3%, mentre gli invii di pacchi sono in crescita del 7,9%. Il quadro concorrenziale del settore, nel suo complesso, vede Poste Italiane Spa principale operatore con il 38,7% (il gruppo sfiora il 44% includendo SDA). Tale quota sfiora il 77% per i servizi postali liberalizzati, mentre il segmento dei servizi di corriere espresso mostra un maggiore livello di competizione: i tre principali operatori risultano essere DHL, con il 22,5%, UPS e BRT entrambe con il 18,3% del mercato.

● Nel periodo considerato (dic. 2013 – dic. 2017), il canone Rai fa registrare una consistente riduzione dovuta soprattutto a quanto previsto dalle leggi di stabilità per il 2016 (da 113,50 a 100 euro) e 2017 (da 100 a 90 euro) con una flessione superiore al 20% ● Parallelamente, si registrano incrementi di prezzo per i servizi postali (+22,4%), i quotidiani (+13,2%) e la Pay TV (12,4%) ● Su base annuale, la crescita dell’indice dei prezzi è pari al 7,0% per la Pay TV, al 2,4% per i quotidiani, e al 4,1% per i servizi postal
● Nel periodo considerato (dic. 2013 – dic. 2017), il canone Rai fa registrare una consistente riduzione dovuta soprattutto a quanto previsto dalle leggi di stabilità per il 2016 (da 113,50 a 100 euro) e 2017 (da 100 a 90 euro) con una flessione superiore al 20% ● Parallelamente, si registrano incrementi di prezzo per i servizi postali (+22,4%), i quotidiani (+13,2%) e la Pay TV (12,4%) ● Su base annuale, la crescita dell’indice dei prezzi è pari al 7,0% per la Pay TV, al 2,4% per i quotidiani, e al 4,1% per i servizi postali