Anche Volkswagen vuole ridurre il numero di agenzie creative

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Tempi duri per le holding della comunicazione. Dopo Procter & Gamble e Unilever, un altro importante spender mondiale ha deciso di controllare meglio gli investimenti e la circolazione dei messaggi pubblicitari in giro per il mondo.

Jochen Sengpiehl, Chief Marketing Officer Global VW

Anche Volkswagen cambia registro, e ha avviato una gara creativa globale per ridurre il numero dei consulenti. Vale la pena ricordare che l’azienda allinea marchi come VW, Audi, Skoda e Porsche, è il sesto più grande inserzionista al mondo, con 6,74 miliardi dollari investiti nel 2016, ed ha sempre storicamente tenuto fede ad una propria originale e fresca cifra stilistica. Il pitch non chiama in causa il media, che rimane appannaggio di Phd, che l’ha conquistato due anni fa strappandolo a Mediacom. Il cmo dell’azienda, Jochen Sengpiehl, che prima di approdare in Germania aveva lavorato per tre anni in Hyundai Europe, mette così in gioco così le partnership pluriennali con Interpublic negli Usa e Omnicom in Europa e Brasile. L’idea di Sengpiehl è quella di arrivare ad un rapporto con le agenzie molto più centralizzato, concentrato su cinque hub regionali che coprano l’intero globo (Europa, Cina, Nord America, Sud America e il resto del mondo).

La notizia è importante perché a prendere la decisione è stata un’azienda complessivamente considerata ‘continuista’, non allineata alle posizioni destabilizzanti e aggressive sul tema dei chief marketing officer dei due colossi citati in apertura, nell’ordine, Marc Pritchard e Keith Weed, che hanno molto contratto la spesa in comunicazione negli ultimi due anni seguendo proprio questo credo.