Facebook svela quali contenuti rimuove. E permette agli utenti di fare appello per i post censurati

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Facebook svela per la prima volta le linee guida interne in base a cui la società decide quali contenuti pubblicati dagli utenti violano gli standard e vanno perciò rimossi. Dallo spam commerciale all’incitamento all’odio e alla violenza, da nudi e atti sessuali alla violazione della proprietà intellettuale, la compagnia di Mark Zuckerberg spiega nel dettaglio cosa è permesso e cosa è vietato postare sul social network.




Per individuare i contenuti vietati, Facebook usa “una combinazione di intelligenza artificiale e segnalazioni delle persone”, racconta in un post Monika Bickert, vicepresidente per la gestione delle politiche globali. “Queste segnalazioni vengono riviste dal nostro team di Community Operations, che lavora 24 ore su 24 in oltre 40 lingue. Ad oggi abbiamo 7.500 revisori di contenuti, oltre il 40% in più i quelli che avevamo nello stesso periodo l’anno scorso”.

Monika Bickert, VP of Global Product Management di Facebook

Il social ha deciso inoltre di permettere agli utenti di potersi appellare contro l’eliminazione dei loro post, facendo ricorso e chiedendo un nuovo giudizio sui contenuti interessati. Sarà compito di una persona in carne ed ossa nell’arco di 24 ore incaricarsi della revisione.

Il ricorso sarà disponibile in questi giorni per i post cancellati a causa di nudità/sesso, incitamento all’odio o violenza esplicita. Nei prossimi mesi e nel prossimo anno lo strumento sarà esteso ad altri tipi di violazione.




In più il social di Zuckerberg ha annunciato che da maggio verranno lanciati i ‘Facebook Forum: Community Standards’, una serie di eventi pubblici che si svolgeranno in Germania, Francia, Regno Unito, India, Singapore, USA e in altri paesi, dove verranno raccolti direttamente i feedback delle persone.