Assemblea Rcs, Cairo: fusione per ora non all’ordine del giorno. Al lavoro per avere dividendo

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“La fusione per il momento non è all’ordine del giorno”. Lo ha detto l’ad e presidente di Rcs, Urbano Cairo, nel corso dell’assemblea generale degli azionisti del gruppo che edita ‘Il Corriere della Sera’, parlando della possibile unione con Cairo Communication. “In generale non ci stiamo lavorando”, ha aggiunto Cairo, anche perché “non vediamo grandi elementi di beneficio. Anche se possiamo sempre ripensarci”.

Parlando della situazione dei conti economici del gruppo, l’editore ha detto: per esaminare l’andamento del primo trimestre “abbiamo un Cda convocato per il prossimo 9 maggio”, “quindi non posso anticiparvi elementi. Comunque sarà una buona trimestrale”.

Il presidente e ad di Rcs, Urbano Cairo (Foto Ansa/Daniel Dal Zennaro)

“I dati Nielsen dicono che il mercato è debole, per quanto ci riguarda facciamo come Rcs facciamo molto meglio”, ha detto ancora Cairo, sottolineando che “quest’anno con i risultati 2017 abbiamo consegnato il miglior utile dal 2007”. Anche a livello di vendite in edicola “oggi stiamo facendo meglio rispetto a quanto abbiamo conseguito nel 2015 e siamo a un’incollatura dai risultati del 2014”.

Nel contesto ancora debole sotto il profilo della raccolta pubblicitaria mostrato dalle indagini di settore di Nielsen, il gruppo Rcs sta “facendo molto meglio del mercato”, spiegando che un trend analogo viene osservato anche per Cairo Communication, della quale tuttavia l’editore piemontese non ha voluto dare ulteriori dettagli.

I primi mesi dell’anno, ha aggiunto Cairo, sono stati “poco rilevanti in termini di volumi, anche perché c’è stato un momento d’attesa e rallentamento legato alle elezioni. Non sto vedendo comunque particolari problematiche legate all’instabilità politica e credo” che i volumi fiacchi di gennaio e febbraio “possano essere facilmente recuperati nei mesi a venire”.

Sulla possibilità di un ritorno al dividendo, Cairo ha aggiunto:  “Il dividendo arriverà. Il nostro obiettivo, per tutti i risparmiatori e gli investitori, è quello di dare un dividendo possibilmente già il prossimo anno” a valere sull’esercizio 2018. “L’obiettivo è di lavorare per cercare di riuscire a dare un dividendo”.

Cairo ha poi lasciato intendere che l’offerta locale del Corriere della Sera potrebbe presto arricchirsi di nuovi dorsi. “Potrebbero arrivare cose nuove”, ha detto. “Certamente stiamo pensandoci”, ha precisato, ammettendo che in particolare, le riflessioni in corso riguardano l’area del Friuli Venezia Giulia. “Ne abbiamo un numero rilevante con Milano, Bologna, Torino, Roma, Firenze, Bergamo, Brescia, Napoli, la Puglia e le diverse edizioni in Veneto (Verona, Padova, Treviso, Rovigo e Belluno) e stiamo ora pensando al Friuli Venezia Giulia”.

“Riteniamo importante – ed è un’attività su cui crediamo moltissimo, su cui stiamo investendo molto e su cui potrebbero arrivare cose nuove – da un lato” avere “credibilità e autorevolezza come quotidiano nazionale, dall’altro mantenere una presenza sul territorio con notizie che la gente vuole leggere”.

Facendo poi una considerazione sulla situazione politica italiana, Cairo non ha espresso grandi preoccupazioni per per la mancata formazione di un nuovo Governo, a quasi due mesi dalle elezioni. “La situazione politica attuale non so quanto faccia male al Paese, perché ci sono nazioni che sono andate avanti per mesi anche senza un Governo”, ha spiegato. “Forse”, ha aggiunto, “fa bene ai giornali perché c’è molto dibattito, molta dialettica”.

Parlando del comparto editoriale italiano, Cairo ha affermato di non vedere spazio per un nuovo consolidamento nel settore. “Noi abbiamo dei limiti, più di tanto non possiamo salire, dobbiamo cercare di crescere” migliorando quanto già abbiamo, ha spiegato. “Abbiamo una quota di mercato del 16,5%, Gedi è al 19,99%”. “E’ evidente che potrebbero esserci delle concentrazioni”, ha aggiunto, indicando QN Poligrafici e Caltagirone come possibili soggetti interessati, “ma noi abbiamo spazio limitato” e anche gli altri grandi gruppi, dove “non vedo tante possibilità di concentrazione”. “A meno con cambi la legge e non mi sembra sia in programma”, ha concluso.

La nota Rcs, disponibile sul sito del gruppo editoriale:

Milano, 26 aprile 2018 – L’Assemblea degli Azionisti di RCS MediaGroup, presieduta da Urbano Cairo, si è riunita oggi in sede ordinaria e straordinaria e ha:

In sede ordinaria:
– approvato il Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017, che si chiude con un utile netto di euro 53.686.184,36, e la riduzione delle perdite portate a nuovo di esercizi precedenti da euro 247.108.344,04 a euro 63.807.006,27 mediante l’utilizzo del già citato utile netto di esercizio, della riserva sovrapprezzo azioni di euro 110.405.136,84, della riserva da fusione di euro 130.389,61 e della riserva legale di euro 19.079.626,96;

nominato per gli esercizi 2018-2020 il Collegio sindacale, determinandone i relativi corrispettivi, composto da:
Enrico Maria Colombo (Presidente) tratto dalla lista di minoranza presentata dalla società Di.Vi. Finanziaria di Diego Della Valle & C. S.r.l., con una partecipazione pari al 2,775% del capitale sociale, Marco Moroni e Paola Tagliavini (Sindaci Effettivi) tratti dalla lista di maggioranza presentata da Cairo Communication S.p.A., con una partecipazione del 59,693% del capitale sociale, Piera Tula (Sindaco Supplente), tratta dalla lista presentata dalla società Di.Vi. Finanziaria di Diego Della Valle & C. S.r.l., Guido Croci e Maria Pia Maspes (Sindaci Supplenti), tratti dalla lista di maggioranza presentata da Cairo Communication S.p.A.;

conferito alla società Deloitte S.p.A. l’incarico di revisione legale dei conti per gli esercizi 2018-2026 e determinato i relativi corrispettivi;

– espresso voto favorevole in merito alla Sezione I della Relazione sulla Remunerazione predisposta dal Consiglio di Amministrazione ai sensi in particolare di quanto previsto dall’art. 123-ter, comma 6, del D. Lgs. n. 58/1998 e delle relative disposizioni attuative emanate dalla Consob.

In sede straordinaria:
– ridotto il capitale sociale a copertura delle perdite portate a nuovo risultanti dal bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017 (nell’importo di euro 63.807.006,27 che residua a seguito dell’utilizzo dell’utile realizzato nell’esercizio 2017 e delle riserve come sopra descritto), da Euro 475.134.602,10 a Euro 411.327.595,83;

– ulteriormente ridotto il capitale sociale da Euro 411.327.595,83 a Euro 270.000.000,00 e quindi per un importo di Euro 141.327.595,83, da destinarsi come segue: (i) per Euro 54.000.000,00 a costituzione della riserva legale ai sensi dell’art. 2430 cod. civ.; e (ii) per Euro 87.327.595,83 a costituzione di una riserva disponibile, senza procedere ad alcun rimborso di capitale ai soci.