Gedi, Mondardini vicepresidente al fianco di John Elkann. De Benedetti: con lei 9 anni di successi

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L’assemblea straordinaria e ordinaria di Gedi gruppo editoriale di oggi ha visto presente il 65,65% del capitale. A dirlo è il presidente Marco De Benedetti. Come primo punto all’ordine del giorno della parte straordinaria è stata approvata la modifica all’articolo 15 dello statuto. Fra i punti all’ordine del giorno della parte ordinaria dell’assemblea ci sono la votazione del bilancio del 2017, la nomina del Cda e del collegio sindacale per gli esercizi 2018-2020.

Monica Mondardini e John Elkann
Monica Mondardini e John Elkann

Monica Mondardini lascia la carica di amministratore delegato di Gedi. Al suo posto, su proposta fatta al Cda dal presidente Marco De Benedetti, arriva Laura Cioli. “Dopo nove anni – ha dichiarato Monica Mondardini al termine dell’assemblea degli azionisti – ho deciso che fosse venuto il momento di passare alla gestione del gruppo Gedi ad un nuovo amministratore delegato. Resto coinvolta nel futuro di Gedi nella mia qualità di amministratore delegato di Cir e Consigliere della società”. Dopo il suo intervento, che ha ricordato come Gedi sia l’unico gruppo ad aver sempre registrato risultati economici positivi dal 2008 al 2016 e che negli anni ha azzerato il debito di 280 milioni, ha preso la parola il presidente Marco De Benedetti che ha annunciato la proposta che verrà fatta al Consiglio di scegliere Laura Cioli come nuovo amministratore delegato e di nominare Monica Mongardini vicepresidente insieme a John Elkann.

“Sono stati anni molto impegnativi, per le sfide che il settore ha affrontato e dovrà continuare ad affrontare – ha detto Monica Mondardini – Gedi ha saputo anticipare le evoluzioni e reagire nel modo più opportuno: è l’unico gruppo che ha registrato sempre risultati economici positivi, dal 2008 al 2016 ha azzerato il proprio debito, che ammontava allora a 280 milioni di euro, ha investito nel digitale, in cui è pioniere e leader, ha realizzato la prima grande operazione di aggregazione editoriale nell’ultimo decennio”. A questo punto il Presidente Marco De Benedetti, ha preso la parola, anche per conto dell’azionista di controllo: “ringrazio Monica Mondardini per l’eccellente lavoro svolto in questi lunghi anni, ricchi di successi e risultati, ottenuti nonostante un contesto di mercato estremamente difficile. Credo che Monica verrà ricordata per aver saputo portare avanti un processo di forte razionalizzazione creando nel contempo le basi per assicurare al gruppo sviluppo e leadership nelle sue nuove sfide nell’editoria italiana. Comprendo la sua scelta e so di poter continuare a contare su di lei, anche se con un ruolo diverso. Proporrò al Consiglio, che a breve si riunirà, di nominarla Vicepresidente insieme a John Elkann. Proporrò inoltre come Amministratore delegato di GEDI Laura Cioli, che avrà nella mia persona e in tutto il Consiglio di amministrazione il supporto necessario per svolgere nel migliore dei modi il suo incarico”. Marco De Benedetti e Monica Mondardini, in vista della sua nomina, hanno rivolto i migliori auguri di buon lavoro a Laura Cioli, certi che saprà proseguire con successo l’ambizioso cammino intrapreso da Gedi.

“Nove anni fa abbiamo pensato che Monica Mondardini fosse la persona giusta per guidare il Gruppo Espresso in un momento molto delicato del settore dell’editoria: i risultati dimostrano che è stata la scelta migliore che si potesse fare”. Lo ha dichiarato il Presidente di CIR Rodolfo De Benedetti a margine dell’assemblea degli azionisti Gedi questa mattina a Roma. “La dottoressa Mondardini – ha aggiunto Rodolfo De Benedetti – ha assunto la gestione del gruppo nel 2009 proprio quando, da un lato la crisi economica e dall’altro la trasformazione digitale, hanno iniziato a far sentire pesantemente i propri effetti sui ricavi delle aziende editoriali”. “Sotto la sua guida – ha spiegato il Presidente di Cir, azionista di controllo di Gedi – ha reagito con grande efficacia distinguendosi sul mercato con risultati economici sempre positivi, per le iniziative di sviluppo digitale che l’hanno resa leader nel settore e per la grande operazione di integrazione con Itedi, che ha dato vita a Gedi, il principale gruppo italiano nella stampa quotidiana e multimediale, nonché una delle realtà più significative in Europa”. “Abbiamo condiviso in massima armonia la sua scelta di porre fine al mandato di amministratore delegato di Gedi – ha spiegato De Benedetti – Monica Mondardini, che lascia in Gedi un prezioso patrimonio di professionalità, cultura aziendale e visione strategica, continuerà comunque ad occuparsi di Gedi nella sua qualità di amministratore delegato dell’azionista di controllo Cir e di vice presidente della società. Per lei quindi, a cui rivolgo il mio sentito ringraziamento, un nuovo ruolo che assicurerà continuità nell’impegno di Cir in Gedi. Rivolgo a Laura Cioli i migliori auguri convinto che saprà proseguire il cammino intrapreso e potrà contare sempre sul nostro sostegno”.

Trimestrale ok
Il gruppo Gedi (ex L’Espresso) ha registrato nei primi tre mesi del 2018 ricavi per 155,8 milioni, (+20,7% rispetto allo stesso trimestre 2017 ma -5,8% a perimetro equivalente). Il margine operativo lordo è sceso a 11,4 milioni (13 milioni), l’utile operativo a 6,6 milioni (da 9,6 milioni) e l’utile netto a 3 milioni(da 5 milioni o 5,8 milioni a perimetro equivalente). Migliorato l’indebitamento finanziario netto pari, al 31 marzo, a 110 milioni rispetto 115,1 milioni di fine 2017. Per quanto riguarda le prospettive di quest’anno, “gli andamenti registrati nel corso del primo trimestre sono in linea con quelli che hanno interessato il settore ormai da anni; da segnalare qualche più positiva indicazione sulla pubblicità del secondo trimestre – si legge in una nota -. Per contrastare tali andamenti il Gruppo continua ad impegnarsi nel conseguimento di tutti i vantaggi derivanti dall’operazione di integrazione con Itedi, nello sviluppo delle attività digitali” e nelle razionalizzazioni “volte a preservare la redditività in un mercato strutturalmente difficile”.

Quanto ai fatti avvenuti dopo la fine del trimestre, il gruppo editoriale – il cui Cda si è riunito stamane a Roma sotto la presidenza di Marco Benedetti e ha approvato la trimestrale presentata dall’Ad Monica Mondardini – rende noto che dieci giorni fa, il 16 aprile, la capogruppo Gedi Spa ha sottoscritto un finanziamento da 100 milioni, di durata quadriennale, con quattro primarie banche. Il contratto prevede il rispetto di un covenant, vale a dire un patto di natura finanziaria, basato sul rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda (margine operativo lordo) e permette alla società di rifinanziarsi in vista del rimborso del prestito obbligazionario convertibile da 100 milioni emesso nel 2014 e in scadenza ad aprile 2019. Tornando ai risultati trimestrali – dei quali nella nota Gedi fornisce anche la variazione a perimetro equivalente dal momento che nello stesso periodo del 2017 non era ancora avvenuta l’integrazione con Itedi (la società de La Stampa e del Secolo XIX dalla cui fusione con l’Espresso è nata la stessa Gedi) – i ricavi diffusionali, pari a 71,7 milioni, sono cresciuti del 33% rispetto alo stesso periodo dell’esercizio precedente mentre sono in flessione del 7,5% a pari perimetro, in un mercato che ha registrato un calo dell’8,5% delle diffusioni dei quotidiani. I ricavi pubblicitari sono invece cresciuti del 14,3% (-3,1% a perimetro equivalente) e, con riferimento ai mezzi del gruppo, la raccolta su radio è aumentata del 4,4%, quella su internet dell’8,1% (+2,6% a perimetro equivalente, in linea con l’andamento del mercato) e la raccolta su stampa ha registrato un incremento del 9% (-7,7% a perimetro equivalente, leggermente migliore dell’andamento del settore). I costi risultato superiori del 24,9% rispetto al primo trimestre del 2017 ma sono scesi del 3,2% a perimetro equivalente: diminuiti sia i costi fissi del personale (-1,9%) sia gli altri (-4%). L’organico di Gedi, inclusi i contratti a termine, a fine marzo ammontava a 2.439 dipendenti e l’organico medio del periodo a perimetro omogeneo è stato inferiore dell’1,7% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso.

Mondardini, su Persidera accelerazione dipende da Tim
“Il gruppo Telecom ha sollecitato l’avvio del processo per la vendita della società Persidera, anche in relazione agli impegni assunti da Vivendì, questo processo è iniziato, non è ancora alla conclusione e sicuramente la minore o maggiore accelerazione del processo dipenderà molto anche dall&rsquoassetto di Telecom”. Lo ha detto Monica Mondardini, Ad di Gedi Gruppo editoriale, durante l’assemblea degli azionisti. “Il nostro contratto e i rapporti con Telecom sono tali da proteggere gli interessi della società Gedi. Entro il 30 aprile non ci portano via niente. Se c’è un processo di valorizzazione sarà interesse della società cedere il 30% (di Persidera, ndr), se no continueremo con questa partecipazione che ci dà un significativo dividendo”, ha concluso Mondardini.

De Benedetti, contenzioso fiscale pesa su prezzo Borsa
La performance di Gedi Gruppo Editoriale, che per effetto dell’onere fiscale (legato alla chiusura di un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate) ha chiuso il 2017 con un risultato netto consolidato negativo per 123,3 milioni “va vista e misurata tenendo conto di questo fatto specifico”. A dirlo è il presidente di Gedi, Marco De Benedetti, durante l’assemblea degli azionisti aggiungendo che la performance degli ultimi 10 anni, “in cui non abbiamo mai chiuso un trimestre in perdita, da il senso della solidità dell&rsquoazienda”. Focalizzarsi solo sull’impatto negativo della vicenda fiscale, “molto significativa e di 20 anni prima, credo non renda conto di quello che è una realtà dal punto di vista dei numeri della società”, ha continuato De Benedetti. “Questo è uno degli elementi che ha avuto impatto sul prezzo di Borsa, sono convinto che le attuali quotazioni non corrispondono al valore della società, il prezzo di Borsa è stato influenzato da una serie di eventi e questo è quello più importante. Siamo i primi a essere preoccupati del prezzo di Borsa, ma lo sforzo c’è e continuerà ad esserci, per fare quello che è giusto nell&rsquointeresse della società nel medio-lungo periodo e questo verrà riflesso nel tempo sul prezzo di Borsa”, ha concluso De Benedetti. (ANSA).

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STRUTTURA DEL GRUPPO GEDI
· tre business units editoriali
– Stampa Nazionale (La Repubblica, L’Espresso e altri periodici), affidata al dott. Corrado Corradi;
– GEDI News Network (La Stampa e i giornali locali) ,affidata all’ing. Vanetti, al dott. Marco Moroni e all’ing. Scanavino;
– Radio (Radio Deejay, Radio Capital, m2o), affidata al dott. Carlo Ottino;
· tre aree operative, che supportano trasversalmente l’intero gruppo
– GEDI Digital (sviluppo e marketing prodotti digitali di Gruppo e non), affidata al dott. Massimo Russo;
– Manzoni (concessionaria per la raccolta pubblicitaria per il Gruppo e per terzi), affidata al dott. Massimo Ghedini;
– GEDI Printing ( produzione industriale, con 8 siti produttivi collocati nelle principali aree di distribuzione dei quotidiani del Gruppo), affidata all’ing. Pierangelo Callegari.

Nel 2017, l’andamento dell’attività è stato positivo.
Il fatturato consolidato è ammontato a 634 milioni di euro, in aumento del 8% rispetto al 2016. L’incremento fa seguito all’integrazione di ITEDI a partire da metà anno; senza ITEDI il fatturato sarebbe stato in linea con quello del 2016.

I ricavi da diffusione sono ammontati a 202 milioni di euro, in leggera crescita (+0,8%) rispetto a quelli dell’esercizio precedente; a perimetro equivalente sono scesi del 7%, in un mercato che ha registrato una contrazione delle diffusioni dei quotidiani del 9%.

I ricavi pubblicitari, pari a 390 milioni di euro, sono cresciuti del 13,7% rispetto al 2016; anche senza ITEDI, la raccolta è cresciuta, grazie ai contratti di concessione di terzi. La raccolta sui mezzi del gruppo è scesa del 3,3%, con la radio in crescita del 5,0%, internet del 2,3% e la stampa in flessione del 7,3% a perimetro equivalente, in linea con l’andamento generale dei quotidiani.

I costi, esclusi gli opzionali e le concessioni di terzi, sono cresciuti dell’1,4%, molto meno del fatturato e sono scesi del 5,4% a perimetro equivalente; il gruppo ha proseguito nelle attività di razionalizzazione che hanno consentito sempre, nel corso degli ultimi anni, di adeguare la struttura del gruppo all’evoluzione non favorevole del mercato.

Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 53,2 milioni di euro ed è cresciuto significativamente rispetto al 2016 (43,7 milioni di euro).

Il risultato operativo consolidato è stato pari a 28,7, in crescita rispetto ai 22,4 milioni del 2016.

Il risultato netto consolidato, per effetto dell’onere fiscale , è stato negativo per 123,3 milioni , ma, escludendo tale onere, è stato positivo per 19,9 mn .