Elliott: il 4 maggio mandare un segnale al mercato su Tim

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“L’inadeguata governance e una scarsa gestione hanno imposto un caro prezzo da pagare agli azionisti di Tim per troppo tempo. I ripetuti sbagli commessi da Vivendi e l’atteggiamento egoistico hanno eroso il valore della azioni Tim e distrutto la fiducia degli azionisti. La questione che verrà posta ai soci di Telecom il prossimo 4 maggio è se possono affidare il loro investimento a Vivendi come amministratore di lungo periodo del vostro capitale e dei progressi di questa azienda”.

Questo l’ultimo appello del fondo americano Elliott agli azionisti Tim, in vista del voto del prossimo 4 maggio. In una lettera ai soci, Elliott invita a “cogliere l’occasione per correggere una struttura di governance piena di conflitti e per chiedere una gestione di alta qualità e indipendente a livello di Consiglio di Amministrazione”.

(Foto Ansa/Alessandro Di Meo)

Il prossimo 4 maggio, spiega Elliott, gli azionisti Tim “possono mandare un chiaro messaggio al mercato: la governance è importante e può prevalere. Con la giusta guida a livello di Cda, e con un Cda indipendente e altamente qualificato, Elliott crede che le prospettive di Tim siano prospere”.

Nella lettera il fondo esprime anche la sua preoccupazione per la situazione giudiziaria di Vincent Bollorè.  “Al di lá dei fallimenti di governance” in Tim, “siamo molto preoccupati dalle recenti accuse di corruzione che hanno coinvolto Vincent Bollorè e i presidenti di due Paesi africani e che hanno determinato la custodia cautelare e l’incriminazione” del finanziere bretone. “Aspettiamo che si faccia chiarezza su questo caso specifico”, ma, continua Elliott, “si tratta solo dell’ultimo esempio di un preoccupante track record di conflitto, interessi personali e perfino più gravi questioni di potenziale rilevanza penale da parte di coloro che si proporrebbero per chiedere la nostra fiducia per guidare Tim”.

Quindi, prosegue Elliott, “ci sembra difficile conciliare un voto per la lista di Vivendi sostenendo di volere una buona governance”.

Il fondo che fa capo a Paul Singer parla anche di quanto successo dopo la mossa con cui qualche settimane fa è uscito allo scoperto proponendo la rimozione dal Cda di Tim di sei consiglieri in quota Vivendi e la contestuale sostituzione con sei amministratori indipendenti indicati dal fondo stesso. “Siamo stati incoraggiati da un sostegno diffuso” nel proseguire l’azione.

Elliott chiama poi a raccolta i soci della compagnia – piccoli e grandi – e ricorda loro come sia “giunto il momento di intensificare l’azione e sostenere con il voto dieci candidati di elevato profilo, con competenze complementari pur in diversi ambiti” e soprattutto – sottolinea il fondo – “tutti accomunati da una qualifica essenziale, vale a dire l’indipendenza”.