De Benedetti: per Gedi l’obiettivo è modello digitale-carta. La crisi non è finita, servono sacrifici

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“Il mio obiettivo è costruire un modello economico sostenibile e redditizio digitale-cartaceo che sarà naturalmente diverso da quello dei giornali tradizionali. Sono ottimista, penso ci arriveremo in tempi non lunghissimi”. A raccontarlo, il presidente di Gedi Marco De Benedetti, in un’intervista a Repubblica, all’indomani dell’assemblea del gruppo editoriale che ha visto il passaggio di testimone tra Monica Mondardini e Laura Cioli per il ruolo di amministratore delegato.

“Abbiamo rafforzato la squadra, cercando nuove energie per affrontare un mondo i cui cambiamenti stanno avendo un’accelerazione straordinaria”, spiega De Benedetti commentando i cambi al vertice. E su Mondardini, che ora sarà vicepresidente dell’editrice con John Elkann, aggiunge: “Nei nove mesi vissuti in stretto contatto con lei ho potuto apprezzarne il lato umano, che va oltre le sue capacità manageriali”.

“La crisi della carta stampata è cominciata dieci anni fa e non è terminata, la contrazione del mercato conserva una velocità superiore ai risultati economici che producono sia il giornale sia il digitale. Dobbiamo accompagnare questa transizione, non siamo lontani dal punto di svolta, ma credo che avremo ancora bisogno di qualche anno”, spiega ancora il presidente Gedi, ammettendo però che altri sacrifici “saranno inevitabili”.

Marco De Benedetti (Foto
ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

De Benedetti ribadisce di credere nel giornale cartaceo: “Non do retta alle profezie che lo condannano. Naturalmente dovrà evolvere sempre di più, e ci sono già molti esempi nel mondo a cui guardare, dovrà diventare un prodotto più asciutto e di grande qualità giornalistica nell’informazione, nelle inchieste, nella scrittura”. Guardando all’online, “il sito resterà gratuito e orientato alle breaking news, con un incremento dell’offerta a pagamento che ci sta dando risultati in linea con quanto programmato, destinata ai lettori che cercano approfondimenti. Ma il traguardo prioritario e più urgente è quello di capitalizzare il nostro primato editoriale. La leadership di Repubblica si sta consolidando. Dobbiamo fare in modo che i ricavi, tra pubblicità, abbonamenti e sottoscrizioni, siano proporzionali ai numeri da record che registriamo”.

Infine un riferimento ai suoi primi nove mesi alla guida del gruppo. “In questo tempo penso di aver ascoltato tanto e con umiltà cercato di capire. Ora credo di avere le idee chiare sulle sfide e anche sulle grandissime opportunità che abbiamo davanti”, commenta Marco De Benedetti. E in merito alle critiche che nei mesi scorsi il padre Carlo, ha rivolto a Repubblica e al suo fondatore Scalfari, dice: “Ho preso il posto di mio padre dopo vent’anni, non è stato semplice per entrambi. Oggi mi sento di dire che questa transizionesi è completata e tutte le persone coinvolte guardano solo avanti”.