Fnsi: con le condanne ai lavoratori di Cumhuriyet in Turchia abrogata la libertà di informazione

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“La sentenza ai danni dei lavoratori del quotidiano Cumhuriyet segna la sostanziale abrogazione della libertà di informazione in Turchia”. A scriverlo in una nota, il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, commentando il processo che ha visto imputati giornalisti, impiegati e dirigenti del quotidiano di opposizione turca Cumhuriyet, con l’accusa di aver favorito il terrorismo, e che si è concluso, il 25 aprile, con tredici condanne – dai 7 mesi ai 10 anni – e tre assoluzioni, mentre per l’ex direttore Can Dundar e per il redattore Ilhan Tanir è stato disposto lo stralcio in attesa del giudizio di un’altra Corte.

Le proteste durante una delle udienze del processo ‘Cumhuriyet’nel settembre 2017 (Foto Ansa – EPA/ERDEM SAHIN)

“Le condanne inflitte ai giornalisti fanno venir meno tutte le garanzie dello Stato di diritto”, sostengono i vertici della Fnsi, citando il report dalla Turchia realizzato da Antonella Napoli per conto di Articolo 21, in cui la giornalista ha parlato di un “processo farsa, senza prove, basato solo sulla linea editoriale di Cumhuriyet”, nel quale “è  apparso chiaro da subito che sotto accusa ci fosse la libertà di informazione”.

“Rivolgiamo pertanto un appello a ogni testata, italiana ed europea, affinché venga data voce a quanti, pur tra mille difficoltà, ancora si battono contro il bavaglio alla stampa in Turchia”, scrivono Lorusso e Giulietti, invitando anche le istituzioni Europee a prendere “una posizione che vada oltre lo sdegno di un istante”. “L’Italia, ricordano, sarà il primo Paese a dedicare ai colleghi turchi una grande manifestazione, promossa da Fnsi, Usigrai, Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Articolo21, Odg Lazio, Amnesty International Italia e Rete NoBavaglio, che si terrà il prossimo 2 maggio al liceo ‘Mamiani’ di Roma”.