Cda Rai: in avvio le procedure per il rinnovo. Confronto online tra M5S e Pd

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Tra poche settimane parte la proceduta per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione Rai e online si sta aprendo il confronto tra M5S e Pd. Pubblichiamo qui sotto il post pubblicato da Roberto Fico su Facebook con il link dove proporre le candidature di chi fosse interessato all’incarico. A seguire due commenti di Michele Anzaldi, (Pd) ex commissario in Vigilanza Rai sempre mezzo Facebook: il primo sulla questione nomine, con richiesta a al presidente della Camera Fico di evitare situazioni “monocolore”, il secondo invece è su una notizia pubblicata dal Corriere della Sera di oggi, 3 maggio,  nella quale si parla di una lettera di luigi Di Maio ai deputati M5S per interventi sulla Rai.

(foto Olycom)

Il post di Roberto Fico sul Cda Rai

Fra poche settimane verrà scelto il nuovo consiglio di amministrazione della Rai, che per la prima volta non sarà votato dalla Commissione di Vigilanza. La Camera dei deputati infatti eleggerà due componenti, il Senato della Repubblica altri due, un componente sarà scelto dai dipendenti Rai mentre l’amministratore delegato e un secondo componente del cda saranno di nomina governativa.

In base alla legge tutti coloro i quali vogliano presentare la propria candidatura per il cda Rai sono tenuti a rispondere all’avviso pubblico pubblicato nei siti delle due Camere, inviando una mail a cdarai@certcamera.it e/o a cdarai@pec.senato.it.
Per candidarsi bisogna inviare il proprio curriculum, che deve rispondere a queste caratteristiche: competenza professionale e notoria indipendenza, ma anche essersi distinti in attività economiche, scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o della comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze manageriali. Esistono poi dei paletti che definiscono coloro i quali non possono essere nominati consiglieri di amministrazione per determinate cause tassativamente previste dalla legge. Serve quindi inviare una dichiarazione che attesti che nei propri confronti non ricorrano cause di ineleggibilità. Il mandato del consiglio di amministrazione dura tre anni e i membri sono rieleggibili una sola volta.
C’è tempo fino al 31 maggio per inviare la propria candidatura. Successivamente, valutati i curricula, che saranno tutti pubblicati sui siti delle due Camere e della Rai, la Camera e il Senato procederanno ciascuna all’elezione di due componenti del nuovo cda.
Il mio auspicio è che questi quattro componenti del nuovo consiglio di amministrazione siano votati dal Parlamento in base al merito e alle competenze, solo così si potrà ribadire il significato più profondo del servizio pubblico radiotelevisivo, bene comune che appartiene a tutti i cittadini.

Il commento di Michele  Anzaldi sulle procedure per il rinnovo del Cda Rai

Per la scelta dei nuovi consiglieri di amministrazione Rai il presidente della Camera Roberto Fico si impegni pubblicamente affinché venga tutelato il pluralismo, oltre al merito.
A differenza delle nomine negli uffici di presidenza di Camera e Senato, dalle quali per la prima volta nella storia della Repubblica la minoranza è stata tenuta fuori, per i 4 consiglieri Rai scelti dal parlamento è opportuno che vengano tutelati anche i milioni di elettori che sono rappresentati dal Pd.
Fico, che non soltanto ricopre una delle massime cariche di garanzia istituzionale ma è anche esponente di primo piano del partito con il più ampio gruppo parlamentare e nella scorsa legislatura ha presieduto la commissione di Vigilanza anche grazie ai voti del Pd, onori il suo ruolo evitando che il Cda Rai diventi un monocolore di maggioranza.

Il commento di Michele Anzaldi sulla lettera di Luigi Di Maio 

In una lettera ai parlamentari M5s, riportata sul “Corriere della sera” il , Luigi Di Maio avrebbe messo nero su bianco l’intenzione di epurare i direttori dei Tg Rai. (“Di Maio poi ipotizza una offensiva mediatica dei Tg Rai contro il Movimento, scrive il quotidiano citando il leader pentastellato «Negli ultimi 50 giorni ci avevano trattato con i guanti bianchi perché avevano paura che andassimo al governo e sostituissimo i direttori. Lo faremo molto presto grazie a una legge finalmente meritocratica»). Si tratta di parole gravissime perché saremmo di fronte ad una pesantissima ingerenza contro l’autonomia del servizio pubblico, nonché un attacco all’informazione senza precedenti portato avanti da chi da settimane tenta di arrivare a Palazzo Chigi con ogni mezzo.

Anche il presidente della Camera Fico ha ricevuto la lettera, come deputato M5s? Acquisisca subito agli atti il testo di Di Maio e valuti non soltanto una sconfessione pubblica, per ribadire la tutela dell’autonomia della Rai, ma anche se la lettera non configuri eventuali reati, alla luce del ruolo di Di Maio come leader del primo partito in parlamento.
I gruppi parlamentari, secondo la legge, sono chiamati a indicare i nuovi consiglieri del Cda ma non hanno alcun potere sulle nomine dei direttori, che ovviamente rientrano nella piena autonomia dei vertici del servizio pubblico.
Le parole minacciose di Di Maio destano grande preoccupazione in vista del rinnovo del Cda, perché confermano l’intenzione dei cinque stelle di trattare le nomine Rai con la stessa bulimica foga spartitoria che abbiamo visto per le nomine parlamentari: trasformare le istituzioni in bottino di guerra, cancellando i diritti di garanzia per la minoranza che è stata tenuta fuori da tutto negli uffici di presidenza di Camera e Senato.
Con il nuovo sistema di nomina, 4 consiglieri su 7 sono scelti dalle Aule di Camera e Senato e non più dalla commissione di Vigilanza. Sulla base del sistema di voto, i gruppi parlamentari sono spinti a mettersi d’accordo per indicare profili di alta competenza. Ancora una volta Di Maio vuole lottizzare tutte le nomine con Salvini e Berlusconi? Fico e Casellati impediscano che la voce della minoranza, che pure ha ricevuto milioni di voti dagli italiani, venga cancellata da un blitz di maggioranza.