Ok dal Parlamento Ue a risoluzione su sicurezza giornalisti, pluralismo e libertà media

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Maggior sostegno ai fornitori di servizio pubblico e al giornalismo investigativo, creazione di un organismo di regolamentazione indipendente per monitorare e riferire sulle minacce subite dai giornalisti e prevenire azioni legali mirate a “imbavagliare” i media. Sono questi alcuni degli elementi contenuti nella risoluzione non legislativa, presentata da Barbara Spinelli (Gue/Ngl), che il Parlamento europeo ha approvato – con 488 voti a favore, 43 contrari e 114 astensioni – nel giorno in cui si celebra il World Press Freedom Day.

Gli eurodeputati hanno segnalato la necessità agli Stati membri di “creare e mantenere, di fatto e di diritto, un ambiente sicuro per i giornalisti”, chiedendo poi alla Commissione europea uno stanziamento adeguato e permanente all’interno del bilancio Ue per sostenere il Centro per il pluralismo e la libertà dei media e per creare un meccanismo di supervisione indipendente che valuti i rischi per il pluralismo e la libertà dei media in Europa.

Il Parlamento Europeo (foto Olycom)

Ai Paesi Ue è stata poi rivolto l’invito a rafforzare il sostegno finanziario ai fornitori di servizio pubblico e ai giornalisti investigativi, astenendosi dal prendere parte alle decisioni editoriali. Tutti i finanziamenti pubblici erogati ai proprietari dei media dovrebbero essere regolarmente monitorati, si precisa nel testo. I deputati hanno poi ribadito la loro richiesta di un trattamento Iva neutrale per tutti i media (ad esempio non discriminando tra testate cartacee e quelle online), come raccomandato già nella risoluzione del 2011.

Nel testo spazio anche alle ‘fake news’ che non dovrebbero “mai mirare a minare la fiducia dei cittadini nei media e a screditare e criminalizzare le voci critiche”. Per promuovere e proteggere le informazioni obiettive, i deputati hanno incoraggiato le società di social media e le piattaforme online a sviluppare strumenti che consentano agli utenti di segnalare potenziali notizie false, facilitare le rettifiche e consentire revisioni da parte di organizzazioni certificate, indipendenti e imparziali di controllo dei fatti.

I deputati hanno espresso preoccupazione per l’aumento del cyberbullismo, del ‘revenge porn’ e degli abusi sessuali sui minori e hanno ribadito che i media devono rispettare in pieno gli interessi e i diritti dei minori, chiedendo una legislazione che comprenda norme sull’individuazione, segnalazione e rimozione dai social media dei contenuti dannosi per la dignità umana.

Infine i deputati hanno chiesto alla Commissione europea di proporre una direttiva anti-Slapp (azioni legali tese a bloccare la partecipazione pubblica) che protegga i media indipendenti da azioni legali volte semplicemente a farli tacere o a intimidirli.