Tim, Elliott batte Vivendi e conquista Cda. Fondo Usa: ok a Genish. Francesi: impegno a lungo termine

Condividi

Elliott vince la sfida in Tim contro l’azionista di controllo Vivendi. La lista del fondo americano è stata la più votata nel corso dell’assemblea chiamata a nominare il nuovo Cda per la telco (dopo che le dimissioni dei consiglieri della media company francese ne avevano provocato la decadenza) e, raccogliendo il  favore del 49,84% del capitale presente, si è aggiudicata 10 dei 15 posti disponibili nel board. per Vivendi si è espresso il 47,18% mentre gli astenuti sono stati il 2,38% e i contrari lo 0,6%.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

Per Elliott entrano dunque in cda Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli, Dante Roscini e Rocco Sabelli. Per Vivendi Amos Genish, Arnaud de Puyfontaine, Marella Moretti, Michele Valensise e Giuseppina Capaldo.

Secondo quanto riportato dalle agenzie, a favore della lista Elliott si è espressa anche Cassa Depositi e Prestiti, mentre  già all’inizio dell’assemblea avevano dichiarato il loro sostegno al fondo i piccoli azionisti rappresentati da Asati. Per bocca del presidente Franco Lombardi, l’associazione ha auspicato che siano “infondati”i rumor secondo cui il fondo potrebbe avere nei confronti di Tim “un approccio mordi e fuggi”, augurandosi che Elliott “rimanga almeno per tre anni, se non di più”.

Secondo quanto segnalato dall’agenzia Ansa, il nuovo Cda dovrebbe riunirsi il 7 maggio. Le deleghe dovrebbero essere tutte attribuite ad Amos Genish, confermato amministratore delegato, mentre il nuovo presidente Fulvio Conti sarà una figura indipendente per rappresentare un gruppo che vuole essere a tutti gli effetti un modello anglosassone di public company.
Tim non avrà un vicepresidente. Le deleghe fino a oggi assegnate al vicepresidente Franco Bernabè, ossia quelle che richiedono il nulla osta sulla sicurezza, dovrebbero essere attribuite a un componente italiano del nuovo Cda targato Elliott. Tutte le funzioni controllo rischi, controllo interno, remunerazioni e parti correlate saranno gestite da comitati costituiti da membri del consiglio.

Il commento di Elliott
Il voto odierno che nel corso dell’assemblea degli azionisti di Telecom Italia ha consentito a Elliott di conquistare i due terzi dei posti in Cda e di battere così Vivendi rappresenta “un passo avanti positivo per la corporate governance dell’azienda” e “apre la strada alla massimizzazione della creazione di valore per tutti gli azionisti di Tim”.
E’ quanto ha dichiarato Elliott in una nota diffusa al termine degli odierni lavori assembleari, parlando di una vittoria che rappresenta “un segnale forte per l’Italia”.

Il fondo ha ribadito di essere pronta a fornire “un supporto tout court” all’a.d. Amos Genish e alla sua prima linea manageriale, dicendosi “del tutto allineato” al piano strategico messo a punto dal top manager nei mesi scorsi.

Amos Genish (Foto Ansa/Riccardo Antimiani)

Il fondo di Paul Singer ha affermato poi di essere pronto ad avviare un dialogo costruttivo, in attesa che il prossimo Cda della telco esamini le varie proposte di creazione di valore avanzate da Elliott stessa, incluso “il ritorno della cedola al momento opportuno”, nonché la valutazione di “possibili alternative riguardanti Netco in seguito alla separazione legale” e “la possibile conversione delle azioni di risparmio” in titoli ordinari.

Il nuovo consiglio indipendente di Tim, ha aggiunto Elliott, può ora “tracciare valutazioni corrette su tutte queste misure, senza l’influenza eccessiva di un singolo azionista”.

Il commento di Vivendi
Vivendi “sarà estremamente vigile per assicurare che Amos Genish riceva assicurazioni dai consiglieri presentati da Elliott che il piano 2018-2020 possa essere realizzato nella sua interezza e in tutta la sua coerenza”. Questo il commento del gruppo francese su Tim in una nota diffusa al termine dell’assemblea. La media company ha riconfermato “il suo impegno a lungo termine nella società”, sottolineando che “prenderà tutte le misure necessarie per preservare il suo valore ed evitare lo smantellamento”.

Oltre alla nota, per Vivendi si è espresso anche Simon Gillham, direttore della comunicazione del gruppo francese che ha definito il successo di Elliott una vittoria non “decisa dal mercato” ma “dal fatto che la controllata dal governo Cdp ha votato per un hedge fund americano invece che per un socio di lungo termine industriale”.  “Siamo sorpresi da questo”, ha detto il portavoce. “Ci domandiamo come un azionista controllato dal governo con soldi pubblici possa votare per un hedge fund americano di breve termine che fa copertura della sua quota e che quindi non è qui per il lungo termine”.

In merito alla possibilità che Vivendi debba svalutare nei suoi bilanci l’investimento in Tim, Gillham ha affermato: “è troppo presto per dirlo”. “Siamo molto contenti di aver investito in Italia e di avere questo investimento in Tim. Siamo sicuri che se implementeremo la strategia di Amos Genish creeremo valore nel medio e lungo termine. Crediamo che qualsiasi break up, smantellamento e strategia di breve termine provocherà una distruzione di valore nel medio e lungo termine”.

Il commento di Calenda
Commento via Twitter sull’assemblea da parte di Carlo Calenda, ministro dello sviluppo economico. “Performance in borsa a parte, importante che diventi una vera public company, che i conflitti di interesse con gli azionisti non la danneggino più e che si acceleri su separazione rete”, ha cinguettato, ribadendo l’intenzione di monitorare la situazione “con attenzione”. “Monitoreremo con attenzione”.