Tim-Vivendi: dal governo sanzione da 74,3 milioni per il golden power

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E’ arrivata nel tardo pomeriggio dell’8 maggio dal governo la multa per Tim prevista dal golden power, per la mancata comunicazione da parte di Vivendi dell’assunzione del controllo di fatto sull’operatore telefonico italiano. La sanzione, prevista ai sensi dell’articolo 2 comma 4 del DL 15/3/2012 n. 21, è stata pari all’1% del fatturato cumulato di Tim e della media company francese “in relazione agli asset rilevanti nel settore telecomunicazioni”, pari a 74,312 milioni di euro, cifra ben più bassa rispetto ai 300 milioni di cui si vociferava inizialmente.

E’ la prima ‘mina’ che il nuovo cda si trova ad affrontare. La nuova governance, rileva Ansa, non ha potuto fermare la ‘macchina’ già avviata. Inoltre se può far immaginare decaduto il coordinamento e controllo non modifica però gli obblighi per il gruppo francese Vivendi di rispettare i limiti anti-concentrazione previsti dalla legge Gasparri sulla quota detenuta in Mediaset, per l’Agcom non è cambiato nulla.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

Il commento di Tim:
“Il quadro normativo non consente di identificare in Tim il responsabile della sanzione” e l’azienda “si riserva ogni valutazione al riguardo, anche a seguito degli approfondimenti che verranno immediatamente avviati”. Questo il primo commento della telco dopo la decisione del Governo per la violazione degli obblighi di notifica alla normativa in materia di Golden Power, precisando peraltro “di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale”. “Nel merito delle contestazioni – ricorda una nota – la società ha già presentato ricorso, sostenendo come mai abbia assunto decisioni circa atti dispositivi degli asset strategici il cui status e disponibilità da parte della società sono rimasti sempre immutati”.
Tim ha sottolineato che “le vicende che hanno riguardato la qualificazione giuridica del rapporto tra Tim e il socio Vivendi non hanno nulla a che vedere con gli obblighi di notifica della società e sono disciplinati specificamente da altra disposizione della stessa norma alla stessa non applicabile”. Ora poi che il quadro di governance è cambiato “Tim conferma la propria incondizionata volontà di collaborare con il Governo per assicurare piena armonia con ogni prescrizione finalizzata alla tutela della sicurezza nazionale”.