Diritti tv, Mediapro conferma il ricorso e attacca Sky

Mediapro conferma che presenterà ricorso contro l’ordinanza del giudice Claudio Marangoni che, accogliendo l’istanza di Sky, ha bloccato il bando predisposto dagli spagnoli per la vendita dei diritti tv 2018-21 della Serie A. Lo annuncia il gruppo di Barcellona con un comunicato pubblicato oggi pomeriggio (nel quale ancora una volta compaiono refusi nella traduzione dallo spagnolo all’italiano).

Nella foto, Taxto Benet, con a sinistra il presidente Mediapro Jaume Roures (Foto Ansa/ Paolo Cappelleri)

L’azienda fondata da Jaume Roures ritiene che i “pacchetti” bocciati dal Tribunale di Milano siano conformi al contratto con la Lega Serie A, alla Legge Melandri e alle Linee Guida. Ed è convinta che “con l’attuale quadro normativo italiano si possa commercializzare pubblicità”. Mediapro nega addirittura la presenza di “contenuti editoriali” nella propria offerta agli operatori, nella quale era previsto un prodotto da 270 minuti con partita, pre e post gara.

Continua il duello con Sky. “Ciò che preoccupa Mediapro è che il timore di Sky di perdere una posizione dominante sul mercato dei diritti, possa generare agitazione all’interno del calcio professionistico in Italia. La responsabilità di questa situazione non va attribuita a Mediapro”.

Sullo sfondo di queste rassicurazioni l’inevitabile possibilità di controversie legali relative a questo affare da 1.05 miliardi. Anche se non è ancora escluso un accordo che possa evitare strascichi giuridici e una partenza al buio del campionato di calcio (auspicato nelle parole di oggi del commissario Malagò). Gli spagnoli dichiarano che aspetteranno la decisione sul ricorso. Ma c’è una scadenza che la Lega Serie A ha fissato prima di questo esito: la data del 22 maggio entro la quale presentare la fideiussione da 1.2 miliardi a garanzia dell’offerta da intermediario indipendente. Il vero nodo di tutta questa vicenda.

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