Confindustria Moda inaugura sede a Milano. Marenzi: casa comune delle associazioni

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La federazione presieduta da Claudio Marenzi, che associa 67mila aziende della moda, del tessile e dell’accessorio per un fatturato di 94 miliardi di euro, ha voluto così dare una casa comune alle sei associazioni di settore (Sistema moda Italia, Aimpes, Aip, Anfao, Assocalzaturifici, Federorafi) che ne fanno parte, alle quali fornirà anche servizi in campo legale, sindacale e della formazione, oltre a un centro studi che, ha sottolineato Marenzi, “vuole essere il punto di riferimento per tutti i dati sulla moda”.

Da sinistra: Marino Vago, presidente Smi; Claudio Marenzi, presidente Confindustria Moda; Ivana Ciabatti, presidente Federorafi; Annarita Pilotti, presidente Assocalzaturifici; Cirillo Marcolin, vice presidente Confindustra Moda; Riccardo Braccialini, presidente Aimpes; Roberto Scarpella, presidente Aip

I primi anticipati oggi riguardano l’andamento del comparto: “Secondo le stime preliminari, nel 2017 il fatturato è in crescita del 3,2% a oltre 94 miliardi. L’export cresce del 5,2% a 61,8 miliardi e il saldo commerciale con l’estero sale del 7,9% a 27,7 miliardi”, ha detto Marenzi. Risultati positivi che però non saranno replicabili nel 2018, anno caratterizzato da una maggiore incertezza soprattutto in campo internazionale.

In quanto al quadro nazionale, quel che più preme a Confindustria Moda è non indebolire la spinta alle esportazioni, che nel 2017 ha registrato incrementi a doppia cifra per pelletteria, pellicceria e oreficeria; mentre sono cresciuti di circa il 3,5% i due settori che trainano l’export: il tessile abbigliamento, che contribuisce per il 49% al valore delle esportazioni, e le calzature che contribuiscono per il 15%.

“Al nuovo governo chiederemo di continuare sulla linea degli ultimi quattro anni, sia nel settore dell’industria 4.0 sia nelle azioni per favorire la crecsita dell’export”, ha dichiarato Marenzi, ricordando come “il 50% del valore della bilancia commerciale positiva sia rappresentato dalla moda”.

La sede di Confindustria Moda è a pochi passi dalla sede Rai di corso Sempione in una palazzina costruita tra il 1939 e il 1940 dagli architetti Giuseppe Calderara e Tito Bassanesi Varisco per Nicky Chini, che qui aveva casa e i laboratori dove produceva le sue celebri cravatte, capi d’abbigliamento sportivo e profumi. Ristrutturata secondo un progetto realizzato dallo studio Il Prisma, all’interno la palazzina conserva le scale rivestite in marmo nero con un parapetto di cristallo e una preziosa vetrata che orna la facciata realizzata dalla manifattura Fontana Arte, diretta da Pietro Chiesa e Gio Ponti, con una figurazione dedicata alle arti e ai mestieri.