Le suore di clausura possono usare i social? Ecco cosa ha detto la Chiesa

Sì all’utilizzo dei social network da parte delle suore di clausura, con “sobrietà e discrezione”. Ma soltanto perché siano realmente “al servizio” della vita contemplativa della comunità monastica e senza mai “svuotare il silenzio” della clausura né offrire pertanto “occasione di evasione”. Ecco cosa dice l’Istruzione ‘Cor Orans’ della Congregazione per gli istituti di vita consacrata sull’utilizzo dei social network nei monasteri contemplativi femminili dal punto 168 al 171. Qui il documento completo.

II. I mezzi di comunicazione

168. La normativa circa i mezzi di comunicazione sociale, in tutta la varietà in cui oggi si presenta, mira alla salvaguardia del raccoglimento e del silenzio: si può, infatti, svuotare il silenzio contemplativo quando si riempie la clausura di rumori, di notizie e di parole. Il raccoglimento e il silenzio è di grande importanza per la vita contemplativa in quanto “spazio necessario di ascolto e di ruminatio della Parola e presupposto per uno sguardo di fede che colga la presenza di Dio nella storia personale e in quella delle sorelle […] e nelle vicende del mondo”[106].

169. Tali mezzi pertanto devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione, “affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione della vita fraterna in fraternità, né danno per la vostra vocazione, né ostacolo per la vostra vita interamente dedita alla contemplazione”[107].

170. L’uso dei mezzi di comunicazione, per motivo di informazione, di formazione o di lavoro, può essere consentito nel monastero, con prudente discernimento, ad utilità comune, secondo le disposizioni del Capitolo conventuale contenute nel progetto comunitario di vita.

171. Le monache curano la doverosa informazione sulla Chiesa e sul mondo, non con la molteplicità delle notizie, ma sapendo coglierne l’essenziale alla luce di Dio, per portarle nella preghiera in sintonia con il cuore di Cristo.

Suore in gita a Paestum (Foto Ansa/Pasquale Stanzione/Dc)

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