Giulietti (Fnsi): inutile che gli editori parlino di qualità se poi tagliano sul lavoro

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“E’ inutile continuare a parlare di qualità dell’informazione da parte degli editori, e continuare a tagliare sul lavoro, negare la qualità, volere sempre meno giornalisti e sempre meno giornalisti con i contratti e con i diritti”. Lo ha affermato Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, a proposito dei tagli ai dorsi locali del ‘Corriere della Sera’ annunciati nei giorni scorsi da Rcs.

Giuseppe Giulietti (Foto Ansa/Giorgio Onorati)

Senza contratto non c’è libertà. “Giornalisti senza contratto e senza diritti sono anche senza libertà, e questo danneggia i cittadini che hanno diritto ad essere informati correttamente”, ha detto Giulietti, oggi a Firenze per il convegno formativo ‘Le morti sul lavoro: una tragedia dimenticata’, interpellato dai cronisti sulla preoccupazione dei giornalisti del Corriere Fiorentino, una delle cinque testate che sarebbero colpite dai tagli. “La Federazione della stampa col segretario Lorusso e l’Ordine nazionale dei giornalisti sono dalla loro parte”, ha concluso il presidente Fnsi.

Strategia mediatica contro le morti sul lavoro. Come giornalisti “non bisogna arrivare il giorno dopo” le morti sul lavoro, ha detto Giulietti, ma “promuovere una grande campagna nazionale per capire le ragioni per le quali si muore: la catena degli appalti, dei subappalti, la fretta, la velocità, la cancellazione della dignità e dei diritti”. “Per questa ragione – ha annunciato Giulietti – con l’Ordine nazionale, la Fnsi, l’Ordine regionale e l’Associazione stampa regionale, pensiamo di proporre un grande incontro qui in Toscana che metta assieme giornalisti, familiari delle vittime, medici, ricercatori, delegati alla sicurezza, per mettere a punto una strategia mediatica”.

Scorta mediatica a chi va al lavoro. “Spesso chiediamo la scorta mediatica per i cronisti minacciati: è il caso di fare la scorta mediatica ai tanti che escono la mattina e rischiano di non tornare a casa perché muoiono di lavoro”. Il presidente della Fnsi ha poi lodato la testata regionale e le sedi regionali Rai “che hanno promosso già tre settimane contro le morti sul lavoro: vorrei che la Rai diventasse un’agenzia pubblica contro le morti sul lavoro, e creasse un osservatorio permanente sui temi della prevenzione”.

Solidarietà a Borrometi. ”La conferma da parte del Tribunale del Riesame di Catania del piano di attentato che la mafia stava organizzando ai danni del giornalista Paolo Borrometi desta ancora più preoccupazione e allarme, per l’incolumità del collega e per il clima di odio che nelle file della criminalità organizzata, e non solo, sta montando nei confronti di chi con il proprio lavoro tenta di illuminare le periferie dove si annida il malaffare”. Lo affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. ”La Federazione nazionale della Stampa italiana – proseguono – rinnova a Borrometi solidarietà e vicinanza e assicura al giornalista che l’attenzione e il sostegno del sindacato continueranno ad accompagnarlo nella sua battaglia per la legalità, dentro e fuori le aule di tribunale, fornendo al collega quella “scorta mediatica” necessaria a non farlo sentire solo, nonostante gli attacchi di chi vorrebbe diffamarlo, isolarlo e “imbavagliarlo”. Saremo con lui e con tutti gli altri colleghi quotidianamente minacciati perché vogliono fare i giornalisti e non rinunciano al dovere di assicurare ai cittadini il diritto ad essere informati”.