Costa (Fieg): editoria di qualità fondamentale per il Paese. Serve trasparenza sui ricavi web

Condividi

“Credo che il nuovo governo non potrà dimenticarsi che una informazione polifonica, autorevole, fondata sulla verifica delle fonti e sulla professionalità, sia un elemento fondamentale dell’interesse del Paese e dell’interesse della democrazia”. E’ il messaggio che manda Maurizio Costa, presidente della Fieg, al prossimo esecutivo. “Credo – ha detto parlando il 21 maggio a margine della presentazione del libro ‘L’informazione che vorrei – la Rete, le sfide attuali, le priorità future’ di Ruben Razzante, nella sede di Assolombarda a Milano – che la politica debba svolgere un ruolo di equilibrio”.

“Rispetto al governo precedente noi abbiano trovato una interlocuzione positiva per definire alcuni elementi importanti. E’ stata fatta una nuova legge sulla editoria, che definisce appunto un sistema di regola che consenta a chi fa editoria professionale di poter operare in un futuro connotato da una riaffermazione dell’importanza della qualità e della credibilità della informazione”, ha spiegato.

Alla presentazione ha preso parte anche Carlo D’Asaro Biondo, presidente Emea partnerships di Google, che ha parlato dell’importanza delle sottoscrizioni.  “Riportare l’abbonamento sul web è fondamentale, non è possibile immaginare che in Europa la sola pubblicità finanzi il giornalismo di qualità”, ha spiegato, sottolineando come questo riguarda soprattutto l’Europa per la differenza nei numeri degli utenti rispetto, per esempio, al mercato Usa.

Costa e D’Asaro Biondo  hanno poi dibattuto sul ruolo dei colossi digitali e in particolare sulla loro capacità di catalizzare la raccolta pubblicitari. “Oggi gli ‘over the top’, come Facebook e Google, fatturano in pubblicità una cifra stimata (perché i dati non vengono comunicati) tra 2 e 3 miliardi, tre volte la raccolta da tutti quotidiani e periodici. Questo (quello dei ricavi pubblicitari web, ndr) è uno temi che dovrà essere sciolto in futuro, perché la trasparenza in questo mercato è fondamentale”, ha ricordato il presidente Fieg. Secca la risposta del manager di Google. “Non è così semplice. Bisogna che ci mettiamo d’accordo sulle definizioni”, ha ribattuto. “Il serch lo consideriamo pubblicità? Per me non è pubblicità ma intermediazione commerciale. La trasparenza è fondamentale, e noi – ha concluso – siamo totalmente a favore di farla, ma prima dobbiamo sederci ad un tavolo e capire di cosa parliamo”.