Zuckerberg si scusa col Parlamento Ue: non ripeteremo errori. Attenzione su elezioni

Condividi

Dopo il mea culpa al Congresso Usa, Mark Zuckerberg torna a offrire le sue scuse per gli errori commessi da Facebook al Parlamento europeo a Bruxelles, e sullo scandalo Cambridge Analytica promette che non si ripeteranno “mai più casi del genere in futuro”. In diretta streaming, chiusi all’interno di una sala i presidenti dei gruppi politici – Popolari, Socialisti, liberali e Verdi – hanno sottoposto al miliardario 34enne una serie di questioni. “Nei prossimi anni ci sono molte elezioni importanti, dobbiamo fare in modo di evitare che qualcuno possa interferire”, ha assicurato Zuckerberg, precisando che si sta lavorando ad una serie di “strumenti di intelligenza artificiale per identificare account fasulli, cooperare con le commissioni e aumentare la trasparenza”.

Mark Zuckerberg e Antonio Tajani (Foto Ansa – EPA/EUROPEAN PARLIAMENT HANDOUT)

Sulle interferenze russe nelle elezioni Usa ha ammesso che “nel 2016 eravamo troppo lenti per identificarle”, ma che adesso la sua azienda è più “preparata per far fronte ad attacchi con fake news”. Poi l’assicurazione che sulla piattaforma web non avranno spazio “il bullismo, l’incitamento all’odio ed il terrorismo”, sottolineando che proprio su quest’ultimo punto “i nostri sistemi possono segnalarci il 99% di quei contenuti, ad esempio di Isis ed al Qaeda, per poi rimuoverli”.

Il ceo di Fb ha poi garantito che “rispetterà” il nuovo regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali, che entrerà in vigore già venerdì prossimo, 25 maggio. Tra gli altri punti anche l’assicurazione di aver intrapreso una serie di misure per contrastare le carenze, come il raddoppio di numero di dipendenti assegnati alla sicurezza “per raggiungere il numero di 20.000 entro la fine di quest’anno”. Si tratta di investimenti che “hanno un impatto significativo sui nostri guadagni, ma la sicurezza degli esseri umani passerà sempre prima del massimizzare i nostri profitti”, ha aggiunto, spiegando varie altre misure che limitano l’accesso ai dati personali per le applicazioni digitali.

“Bene le scuse di Zuckerberg, ma non bastano”, ha commentato il presidente dell’EuroParlamento, Tajani. “Credo che oggi il Parlamento abbia ottenuto un successo. Ci siamo dimostrati i difensori degli interessi dei cittadini affermando la centralità di questa istituzione”, ha affermato Tajani, annunciando che l’Eurocamera “vigilerà sulle rassicurazioni ricevute”, dopo aver ammonito all’inizio del dibattito quanto sia importante proteggere la democrazia per non trasformarla “in un’operazione di marketing, in cui chi si impossessa dei nostri dati acquisisce un vantaggio politico”.

Commentando in un post sulla sua pagina Facebook, Zuckerberg ha definito l’incontro una “importante opportunità per far conoscere i passi che stiamo facendo per la protezione della privacy delle persone”. “E’ stato utile – ha scritto – ascoltare direttamente” le domande dei parlamentari “su questioni che vanno dalla correttezza delle elezioni alla protezione dei dati e alla prevenzione del bullismo”.