Soro: proteggere i dati è proteggere le persone. Serve presto un decreto del Parlamento su privacy

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Un regolamento che trasforma i dati personali da oggetti di libero mercato a “proiezione delle persone sulla dimensione digitale” la cui tutela è un diritto fondamentale. Regole che si applicano non solo a cittadini, imprese e amministrazioni europee, ma anche a tutti coloro che anche fuori dal vecchio continente operano sui dati dei cittadini comunitari perché “nella società digitale proteggere i dati vuol dire proteggere le nostre persone quindi è un cambiamento di paradigma forte che impegna tutti”. Sono solo alcune delle novità contenute nel nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali che da domani entrerà in vigore. A presentarle il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, che a Bologna ha incontrato i responsabili della protezione dati, una nuova figura nata propria come effetto del regolamento. “Il nuovo responsabile – ha detto Soro – è una figura professionale nuova voluta esplicitamente dalla norma europea che sarà l’interfaccia principale tra i padroni dei dati che siamo noi e le autorità di garanzia. I datori di lavoro dovranno scegliere un professionista competente che sia in grado di assicurare con grande indipendenza che i processi organizzativi interni siano adeguati a rispettare le nuove norme”.

Il garante della Privacy, Antonello Soro (Foto Ansa/Claudio Peri)

Con la nuova norma, ha ribadito il Garante, cittadini, imprese e amministrazioni, europee o che comunque operano su dati personali di cittadini europei dovranno “organizzare le proprie attività mettendo al centro la tutela dei diritti rispetto al privilegio offerto in tutti questi anni ai processi economici. E quindi i dati considerati finora come un oggetto di libero mercato, come un prodotto sul quale costruire la ricchezza” vengono considerati come “la proiezione delle persone sulla dimensione digitale. Con questo regolamento si pone al centro la persona, cioè il diritto delle persone, un diritto fondamentale”.

Per Soro, “naturalmente come tutti i processi di cambiamento non si esauriscono in un giorno, ci sarà bisogno da parte di tutti di trovare un equilibrio. I sistemi migliori – ha concluso – per onorare l’impegno che il legislatore europeo ha chiesto, ma credo che la preparazione di questi due anni sia servita”.

Soro ha parlato poi anche del decreto legislativo in materia di privacy in discussione in Parlamento. “Il mio auspicio è che si definisca prestissimo”, ha spiegato. “In realtà io confidavo che si potesse arrivare alla data del 25 maggio con il nuovo decreto legislativo approvato perché il tempo di lavorazione da parte dei vari ministeri è stato molto lungo, la commissione lo sta esaminando. Capisco le esigenze di approfondimenti, ma rivolgo un appello al Parlamento con molto rispetto e sommessamente: che si faccia presto”.

“L’idea che – ha rimarcato poi – da domani ci possa essere una sopravvivenza di norme sulle quali il legislatore è in cammino, non va bene”.