Sky e Wavemaker in coro dal Wired Next Fest: data scientist e content manager cercansi

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Innovazione e comunicazione: data scientist e content manager cercasi. Incontro rapido ma ricco di spunti al Wired Next Festival a Milano. Sul palco, chiamati ad esprimersi sul tema ‘Contaminare le competenze: il caso di un’agenzia di comunicazione’, c’erano Luca Vergani, ceo Wavemaker, nuovo prototipo di agenzia media del gruppo Wpp, e Aldo Agostinelli, digital officer di un’azienda, Sky Italia, che ha appena rinnovato la propria organizzazione, molto profondamente, proprio sulla spinta dell’avanzamento accelerato dei processi di cambiamento innescati dal digitale.

Agostinelli ha raccontato della curiosa situazione di Sky. Che è ancora a caccia di dieci talenti con le caratteristiche che sono più ricercate al momento, con le figure di data scientist e content/social manager, cioè, che sono le più complicate da trovare.

Da sinistra: Aldo Agostinelli, digital officer di Sky Italia, Luca Vergani, ceo Wavemaker, Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia
Da sinistra: Aldo Agostinelli, digital officer di Sky Italia, Luca Vergani, ceo Wavemaker, Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia

In tema di nuovi territori della comunicazione e del marketing, ma anche della consulenza alle imprese, secondo Agostinelli sono ancora tanti gli ambiti in cui un’azienda non può pensare di lavorare senza attingere alle specializzazioni delle agenzie di comunicazione. Per lo meno di quelle che sono state capaci di adeguarsi alle sfide poste dai tempi che viviamo. Sky, in particolare – che ha tra i propri consulenti (per i media tradizionali e per i social) proprio Wavemaker-  è entusiasta dei risultati che l’agenzia guidata da Luca Vergani gli ha garantito non solo attraverso i cosiddetti “paid” media, ma anche implementando le attività “owned” e social della media company di Milano Santa Giulia.

Luca Vergani ha raccontato quale sia il posizionamento di Wavemaker. Le attività media tradizionali, buyng e pianficazione in testa, rappresentano poco più del 50% dei ricavi, con un’altra metà delle risorse economiche dell’agenzia che oramai è garantita da attività di consulenza molto più allargate e sofisticate.

Servizi che contemplano pure – in concorrenza con marchi come Deloitte, Accenture E&Y – il supporto strategico e tecnologico. Ben 40 persone dell’agenzia, così, si occupano di content e social, mentre l’area tech di Wavemaker, inizialmente presidiata da 5 persone, è destinata in tempi brevi a vedere triplicato il proprio organico.

Vergani ha raccontato che Wavemaker ha rinunciato a partecipare alla gara media Mercedes, mentre è in attesa di capire se sarà coinvolta o meno in quella che Fca ha appena indetto in Nordamerica. L’agenzia è coinvolta nei pitch di Mondelez e Italo.