Diritti tv Serie A, risoluzione definitiva con Mediapro e nuovi pacchetti con minimo a 1.1 miliardi

La Lega Serie A non riapre la porta a Mediapro, nonostante il supplemento di garanzie presentate all’ultimo momento dagli spagnoli. Ma adesso la massima divisione non intende fare sconti agli operatori, a partire da Sky. E’ l’intenzione che emerge dall’assemblea di questa mattina in Via Rosellini.

I club hanno deciso di risolvere definitivamente il contratto con Mediapro perché le garanzie finanziarie, pari a 1.6 miliardi, non sono state considerate “equivalenti” a quelle previste dal bando che stabiliva la necessità di una fideiussione da 1.2 miliardi. Decidere di accettare una formula diversa avrebbe esposto la Lega a possibili azioni legali di altri operatori. “La caparra da 64 milioni versata da Mediapro resterà nelle casse della Lega. Sono ligio ai contratti”, spiega il presidente Gaetano Micciché. Probabili nuove code legali.

Sfuma così l’offerta da 1.05 miliardi a stagione di Mediapro. Ma la Serie A non ha intenzione di rimetterci economicamente. Lo dimostra il minimo stabilito per le offerta a trattativa privata che iniziano oggi e si concluderanno il 13 giugno con l’apertura delle buste in una nuova assemblea della Lega. La somma è fissata a 1.1 miliardi a stagione, esattamente a metà strada tra la cifra di Mediapro per l’Italia e la somma di 1.15 miliardi con la quale gli spagnoli si sono assicurati il diritto di realizzazione del canale della Ligue 1 a partire dalla stagione 2020-21. E’ un chiaro segnale agli operatori: la Serie A non vuole perdere nemmeno un euro.

Lega e Infront hanno pubblicato le condizioni per le manifestazioni di interesse. Oltre al classico modello per piattaforma (satellite, digitale, Iptv e OTT), i club hanno approvato all’unanimità una formula di vendita per prodotto: tre pacchetti per fasce orarie rispettivamente da tre, quattro e tre partite. Uno schema già ribattezzato 3-4-3. Il primo prevede la gara del sabato alle 18, una partita della domenica alle 15 e il posticipo domenicale delle 20.30. Il secondo include sabato alle 15, un’altra sfida del pomeriggio della domenica, la partita della domenica alle 18 e il monday night delle 20.30. Il terzo comprende anticipo serale del sabato alle 20.30, lunch time domenicale alle 12.30 e ultima partita della domenica alle 15. Per la “no sigle buyer rule”, previsto dalla Legge Melandri, al massimo un singolo operatore potrà comprare di questi tre pacchetti.

ll 3-4-3 è un modello più europeo che garantisce tutte partite in esclusiva, una richiesta avanzata da anni da Sky, ora chiamata a tradurre in offerte economiche consistenti questo scenario favorevole: Mediapro fuori dai giochi e pacchetti per prodotto. Anche se, secondo alcune voci, gli spagnoli non mollano e, dopo la cancellazione del contratto da intermediario indipendente, avrebbe pronta un’offerta da 1.1 miliardi a stagione per sei anni per realizzare il canale della Lega. Guarda caso la stessa cifra fissata oggi dalla Serie A come prezzo minimo per i diritti a trattativa privata. Per arrivare a 1.1 miliardi servirà il contributo anche di altri network. Si parla sempre di Perform. E bisogna capire come si muoverà Mediaset: Cologno Monzese è orientata a inviare una manifestazione di interesse. Ma è chiaro che, a questo punto, la parte principale dovrà essere recitata da Sky.

 

 

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