Diritti tv Serie A: Mediapro non si arrende, contatta il nuovo Governo e valuta ricorso d’urgenza

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Mediapro non si arrende. Dopo la risoluzione del contratto da intermediario indipendente, diventata definitiva dopo l’assemblea di ieri della Lega Serie A, il gruppo di Barcellona rilancia con una strategia politica, giudiziaria e negoziale. Jaume Roures vuole convincere il nuovo governo dell’affidabilità del suo progetto, finalizzato a creare nuovo valore nel calcio italiano.

Nella foto, Taxto Benet, con a sinistra il presidente Mediapro Jaume Roures (Foto Ansa/ Paolo Cappelleri)

Per questo, dopo i contatti dei mesi scorsi con quasi tutti i partiti, sta per essere inviato un dossier al nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. La delega allo sport non è ancora stata assegnata, ma dovrebbe essere l’esponente leghista a occuparsi di questi temi per conto dell’esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte.  Mediapro vuole illustrare a Giorgetti tutti gli ostacoli incontrati in questi mesi, considerati come paletti che impediscono la crescita di questo settore in Italia, ora caratterizzato dall’accordo tra Sky e Mediaset: secondo questa ricostruzione, non si capisce perché Mediapro sia considerata affidabile in Francia, Brasile o in Qatar, ma non nel nostro Paese.
I legali degli spagnoli stanno valutando se presentare un ricorso d’urgenza sulla base dell’articolo 700 del codice di procedura civile (lo stesso strumento utilizzato da Sky davanti al Tribunale di Milano per bloccare il bando di Mediapro ad aprile): al centro della richiesta l’anticipo dei 64 milioni già versati alla Lega Serie A. Gaetano Micciché considera questa somma una caparra che quindi può essere trattenuta nelle casse di Via Rosellini. Per Mediapro invece si tratta di un acconto che va restituito a contratto risolto.

Ma, come spesso succede in questi casi, può essere l’aspetto negoziale a portare i vantaggi maggiori a tutti i protagonisti della vicenda. Gli spagnoli ora aspetteranno il primo giro di contatti con gli operatori dopo l’invito a trattativa privata approvato ieri dalla Lega Serie A. L’attesa è per il primo calcolo approssimativo dei ricavi che possono essere ottenuti da queste trattative: l’asticella ora è fissata a quota 1.1 miliardi di prezzo minimo. Una cifra che non è stata scelta a caso: è a metà tra 1.05 miliardi (offerta di Mediapro come intermediario indipendente in Italia a febbraio) e 1.15 miliardi, il costo per realizzare il canale della Ligue 1 in Francia. Ma è anche il compenso annuo promesso da Mediapro per realizzare il canale della Lega in Italia per sei stagioni fino al 2024, ultimo rilancio dopo una riunione di Roures a Milano nella notte tra lunedì e martedì con i club più vicini.
Maggiore sarà la distanza da 1.1 miliardi dell’offerta complessiva di Sky, Mediaset e Perform, più ampio sarà il potere negoziale degli spagnoli per rientrare in gioco con un’offerta per uno dei nuovi pacchetti. Un contributo che paradossalmente potrebbe fare comodo a tutti perché aiuterebbe a soddisfare le esigenze economiche dei club senza allontanarsi dall’obiettivo fissato a 1.1 miliardi. Ma prima servirebbe un accordo con la Lega Serie A per la risoluzione consensuale, accompagnato da un raffreddamento complessivo del clima. Le tre strategie – politica, giudiziaria e negoziale – procedono di pari passo.