Rai, diciotto concorrenti ‎per il ruolo di consigliere dipendente

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Diciotto candidature non ancora tutte rese pubbliche si contendono la poltrona del Consigliere che entrerà nel nuovo Cda della Rai in rappresentanza dei lavoratori di viale Mazzini.

La nomina che è una delle novità introdotte dalla riforma della governance voluta da Matteo Renzi (legge 220 del 2015 recepita nell’art. 49 del Tusmar) avverrà attraverso l’elezione diretta da parte dei dipendenti che voteranno le candidature proposte dalle sigle sindacali interne e o portate da almeno 150 firme (comma 6-ter dell’art. 49) in parallello con le nomine alla Camera e al Senato.

Sembrava che su questa partita ci fosse un disinteresse generale invece la scena si è accesa con l’irruzione del nome di Gianluca De Matteis Tortora su cui hanno trovato la convergenza i vertici confederali Cgil Cisl e Uil e l’Ugl. Una scelta originale e coraggiosa delle organizzazioni sindacali che invece di andare in ordine sparso hanno optato per una candidatura unitaria che “ha le caratteristiche del profilo tecnico e di garanzia” recita il comunicato congiunto delle segreterie nazionali delle categorie.

Gianluca De Matteis Tortora

Quarantadue anni, laurea in Scienze delle comunicazione e trascorsi da ricercatore, Gianluca De Matteis Tortora è un funzionario della direzione Rapporti Istituzionali con il ruolo di capostruttura alle relazioni col Governo il Parlamento e gli Enti locali. Entrato in Rai nel 2008 (e assunto in pianta stabile nel 2011) alle Relazioni Internazionali e istituzionali grazie all’allora direttore Pierluigi Malesani, molto vicino al dg dell’epoca Claudio Cappon, De Matteis negli ultimi dieci anni è stato un punto di riferimento del Consiglio di amministrazione supportando i consiglieri di destra e di sinistra. Uno che quindi conosce a menadito tutti i dossier caldi dell’azienda e ha lavorato a tutti i tavoli tecnici e politici – incluso quello di Confindustria Tv, oltre ad avere una marea di rapporti nel mondo politico. Più noto ai dirigenti e ai giornalisti (c’è chi lo apprezza molto e chi lo considera il classico rampante) è però quasi sconosciuto alla base dei lavoratori della Rai che il sindacato dovrà rassicurare e convincere della qualità della candidatura.

Tra le candidature di peso c’è anche quella di Roberto Natale espressa dall’Usigrai. La scelta di Natale, ex segretario Usigrai ed ex presidente della Fnsi dal 2007 al 2013 quando è diventato portavoce della presidente della Camera Laura Boldrini, pare abbia molto irritato l’area di destra moderata del sindacato dei giornalisti rappresentata nell’esecutivo da Luigi Monfredi.

Roberto Natale

La potente associazione dei dirigenti, l’Adrai, ha ufficializzato la candidatura di Stefano Ciccotti, l’attuale Cto che per vent’anni è stato l’amministratore delegato di Rai Way.

Stefano Ciccotti

Alle tre candidature si affianca quella di Libersind che ha voluto giocare da cane sciolto puntando sul nome di Maurizio Fattaccio un dirigente della direzione Organizzazione e risorse umane.

Sono entrati in partita anche lo Snap, il sindacato autonomo radicato nell’area romana della Produzione che ha candidato il segretario Ferdinando Clemenzi e Riccardo Laganà fondatore di IndigneRai che è ascoltato dai tecnici e quadri della pancia di viale Mazzini.

Ma non finisce qui. Un segnale della fibrillazione che si registra in azienda è l’allargamento del fronte delle candidature indipendenti. A parte quella politica di destra di Lorenzo Mucci, dirigente della Produzione, e quella di Alessandro Currò, un inscritto Cisl del Coordinamento delle sedi regionali, hanno raccolto le firme necessarie per lanciarsi nella sfida anche Roberta Enni, il direttore di Rai Gold ed ex vicedirettore di Raiuno, e Alessandra Paradiso, vicedirettore dell’area Cto.

Si entrerà nel vivo della campagna elettorale la prossima settimana dopo la scrematura delle candidature che si immagina farà la Commissione di saggi che ha il compito di valutare se i profili professionali siano adeguati agli esigenti requisiti fissati dalla legge. Al comma 4 art. 49 del Tusmar si legge che possono entrare a far parte del Cda della Rai o i soggetti titolati a fare i giudici costituzionali o persone di “elevata professionalità e comprovata esperienza” in ambito giuridico finanziario industriale e culturale. Senza distinzioni tra i candidati della politica e quelli dei dipendenti.

La Commissione, che è formata da tre giuristi di caratura (Aristide Police, Arturo Maresca e Maurizio Santori) individuati dall’attuale Cda della Rai chiamato a regolamentare i criteri e le modalità delle votazioni del consigliere dipendente, avrà anche il compito di garantire l’esito del voto e delle eventuali controversie. Probabilmente il voto sarà parallelo a quelli espressi dalla Camera e dal Senato.