I produttori di fake news si comportano come chi crea pubblicità. Analisi Omnicom

Se è vero che le notizie false arrivano a segno con molte più probabilità di quello che pensiamo è perché esercitano un fascino discreto e insidioso, ci dicono quello che ci piace sentire, e non è facile riconoscerle ed eliminarle velocemente.

Sono queste alcune delle indicazioni e suggestioni emerse in un pomeriggio intenso di analisi e testimonianze di esperti su un tema d’attualità. ‘Fake You! – Troppo vero per essere falso’ era il titolo dell’incontro organizzato il 7 giugno da Omnicom Media Group su quella che a molti livelli viene oramai percepita come una vera e propria emergenza.

Marco Girelli, ceo Omnicom Media Group Italy

Sei italiani su dieci – secondo una ricerca condotta dall’agenzia media Phd, appena presentata – considerano le fake news in grado di mettere seriamente a rischio la democrazia. Anche perché si diffondono alla velocità della luce e hanno molte più probabilità delle notizie vere di essere condivise sui social.

Il ‘fact checking’, ma anche l’impegno ad aiutare le persone a decodificare e riconoscere le notizie false sono tra gli strumenti da utilizzare. Ma anche l’agire sulla possibilità di monetizzare clic e pagine viste da parte dei ‘falsari’, che rimane la principale causa del fenomeno. La tecnologia, l’intelligenza artificiale? Un arma utile e importante, ma che può essere usata efficacemente anche da chi produce fake.

“Si tratta di un fenomeno estremamente complesso e pieno di sfaccettature e che non contiamo certo di risolvere noi”, ha detto introducendo il convegno Marco Girelli, ceo Omnicom Media Group Italy. Ma è un problema “di quelli che doverosamente una realtà media come la nostra e molti tra i clienti, in molti casi attivissimi e rilevanti produttori di notizie e contenuti, devono e possono prendersi la briga di contrastare”.

Fedez con Ludovica Federighi

L’incontro ha poi proposto una sequenza di momenti e interventi brevi, da quindici minuti, e un dibattito finale. Dopo Girelli, coordinati da Marialisa Pezzali (giornalista del Sole 24 Ore), sono saliti sul palco, nell’ordine: il ‘debunker’ ed esperto di disinformazione David Puente; Laura Bononcini (Head of Public Policy Facebook Italia), che è stata intervistata da Catarina Sismeiro (Managing Director di Annalect Italia – Marketing Intelligence unit di Omnicom Media Group); il sociologo della comunicazione Andrea Fontana; l’autore, cantante e imprenditore Fedez, sollecitato da Ludovica Federighi, responsabile di Fuse; Lorenzo Marini, fondatore di uChek, piattaforma collaborativa di fact checking; Daniela Della Riva, Strategic Director PHD Italia, che ha presentato la mappa di Omnicom.

La ricostruzione della filiera delle fake prodotta da Omg, rende conto di tutti i passaggi e le logiche che sottostanno al fenomeno. E’ questo è in particolare anche il contributo di Omnicom al lavoro e alle considerazioni che l’associazione di riferimento dei pubblicitari, Assocom, porterà ai tavoli di discussione sul tema fake news su cui è stata coinvolta, assieme agli altri soggetti rilevanti, dall’Autorità di garanzia per la comunicazione.

“Uno degli aspetti più curiosi del fenomeno – ha raccontato Della Riva – è quello della somiglianza con le logiche e le impostazioni della filiera dell’advertising: anche nel caso delle fake news si parte da una strategia a monte, si devono produrre contenuti e messaggi ‘creativi’, articolare ‘campagne’ e pianificazioni, agire su target che oramai, nelle logiche digitali, sono attentamente profilati”.

Il lavoro potrebbe essere a breve supportato da un impegno ulteriore: quello cioè di provare a misurare il peso economico della produzione e distribuzione delle fake news, per lo meno lato pubblicità. “Stiamo mettendo a punto il modello” ha raccontato Della Riva.

Daniela Della Riva (a sinistra)

 

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