Report Agcom sui big data: la moneta nel mercato delle app? I nostri dati

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L’Autorità Antitrust (Agcm), l’Autorità per le Garanzie e nelle Comunicazioni (Agcom) e l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali hanno presentato l’interim report sui cosiddetti ‘big data’, parte dell’indagine conoscitiva avviata poco più di un anno fa.

Nel seminario di oggi “Big data: connessioni e pluralismo” organizzato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, è stato affrontato il tema dei big data nelle piattaforme online. Dall’analisi, riferisce l’Ansa, risulta che su oltre un milione di App, pari all’80% di quelle presenti sul ‘negozio virtuale’ Google Play, si mostra da un lato come la domanda di download di App da parte degli utenti sia negativamente correlata, in modo statisticamente significativo, con il numero di permessi richiesti (in relazione all’accesso ai dati sensibili degli utenti); dall’altro come il prezzo delle App fissato sul mercato sia negativamente correlato, in modo statisticamente significativo, al numero di permessi richiesti, ovvero, l’effetto dei permessi sull’uso di dati sensibili, quando significativo, riduce sensibilmente la probabilità che un’App sia a pagamento.

Questo risultato, sottolinea Agcom, “mostra con chiarezza, e in modo statisticamente significativo, l’esistenza di uno ‘scambio implicito’ del dato tra utenti da un lato e sviluppatori App e piattaforma dell’altro, circostanza che incide sulle scelte del modello di business e, in particolare, sul dato come bene economico”. (ANSA)

Leggi o scarica il l’Interim Report Agcom sui Big Data.

La diffusione dei big data sta alterando strutturalmente l’ecosistema informativo mondiale, spiega il report. In particolare, i social network sono definitivamente divenuti parte integrante della dieta informativa quotidiana dei cittadini in Italia e nel mondo.

Il salto tecnologico connesso all’avvento dei big data e della data-driven economy, spiega Agcom, necessita di un cambio di paradigma anche a livello di orientamento di policy che sappia tener conto di benefici ma anche dei rischi, per esempio quelli sulla privacy e i rischi da diffusione algoritmica delle informazioni.