Faro Consob su speculazioni dopo la pubblicazione del contratto Lega-M5S su HuffPost

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Lucia Annunziata, direttore dell’Huffington Post, si dice “tranquilla” in merito agli eventuali accertamenti della Consob legati agli effetti sui mercati della bozza del Contratto tra Lega e M5S e non avrà problemi a presentarsi all’authority di Borsa se gli uffici volessero sentirla. “Quando la Consob aprirà un’inchiesta mi presenterò, sono tranquilla. La bozza del contratto è vera, la pubblicazione è avvenuta il 15 maggio a Borsa chiusa e la famosa speculazione è arrivata dopo”, ha spiegato Annunziata all’Ansa.
“Io ho fatto solo il mio lavoro giornalistico di pubblicare un documento vero, cosa che non ha negato nessuno, e che era sul tavolo di tutti i politici. Solo il giorno dopo è stato detto che era superato”.

Lucia Annunziata (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

“Se la Consob apre un’inchiesta sarò onorata di presentarmi. Tra l’altro credo che ci sarebbe da dimostrare un rapporto tra la pubblicazione del documento e l’ondata speculativa” che ha coinvolto l’Italia.

La possibilità che la diffusione della ‘bozza’ di contratto di governo tra Lega e M5S possa finire sotto il faro della Consob si era concretizzata ieri dopo le dichiarazioni di Mario Nava, a margine del suo debutto in Piazza Affari come presidente della Consob.

Mario Nava  (Foto ANSA / MATTEO BAZZI)
Mario Nava  (Foto ANSA / MATTEO BAZZI)

“Abbiamo visto la notizia di stampa e stiamo guardando come procedere. Non posso dire nulla di più” la stringata dichiarazione di Nava, in merito ad accertamenti su una ipotetica manipolazione di mercato in grado di bruciare miliardi di euro investiti in Borsa e Btp. La bozza di contratto, che metteva in dubbio la permanenza dell’Italia nell’euro e conteneva la proposta di cancellare 250 miliardi di debito pubblico in mano alla Bce, era stata pubblicata il 15 maggio dall’Huffington Post. Nonostante Lega e M5S avessero immediatamente bollato come superato il documento, escludendo un’uscita dall’euro, gli investitori hanno continuato a vendere Btp, euro e azioni del listino milanese, spaventati dalla possibilità che l’Italia, con i suoi 2.300 miliardi di debito pubblico, potesse scardinare la moneta unica.

La bozza era arrivata “in una busta chiusa e anonima” ma la fonte “era di grande reputazione” e la spedizione in quella forma “concordata”, ha recentemente dichiarato il direttore Annunziata.

Qualcuno ne ha approfittato illecitamente? Il Financial Times ha evidenziati i rendimenti stellari di un fondo inglese di Alan Howard, frutto di scommesse al ribasso contro i nostri titoli di Stato. Comportamenti fraudolenti di singoli investitori non sono stati individuati ma “continuiamo a monitorare”, ha detto Nava. “Ogni sera – ha aggiunto – abbiamo una riunione su come sono andati i mercati e abbiamo tutta la nozione delle posizioni ribassiste”. Ma la visibilità sullo ‘short selling’ è limitata alle azioni. Perché per superare la soglia dello 0,5% oltre la quale occorre comunicare a Consob e Bankitalia una posizione corta sui titoli di Stato occorrerebbe shortare qualcosa come 50 miliardi di Btp. “E’ una cosa che abbiamo segnalato all’Esma e che continueremo a segnalare”, ha detto Nava, secondo cui in sede europea c’è “una certa apertura a discutere” una revisione al ribasso del tetto.

Ai politici, che con le loro dichiarazioni a mercati aperti hanno ‘movimentato’ l’andamento di Piazza Affari, Nava ha rinnovato il richiamo alla “massima prudenza e misura” quando si parla di società quotate. “Credo che i mercati siano una cosa essenziale per la nostra prosperità. Ma sono anche una cosa delicata che bisogna evitare di perturbare”.