Se l’Inpgi non cambia non saprà garantire diritti sociali ai più giovani

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Ad oggi l’Inpgi non è in grado di proteggere il futuro dei suoi giovani iscritti. A denunciarlo è proprio la presidente della Cassa di previdenza dei giornalisti, Marina Macelloni, intervenendo in occasione di un convegno a Bruxelles.

Come si può leggere sul blog dell’Inpgi, Macelloni ha ricordato le proporzioni della crisi dell’editoria in Italia, definendo la situazione interna “se possibile ancora peggiore” rispetto al resto del mondo.

Marina Macelloni, presidente Inpgi (Foto: Primaonline.it)

“Negli ultimi cinque anni il giro d’affari dell’editoria e’ sceso del 30%”, si legge, scendendo “da 5 a 3,7 miliardi di euro. Nello stesso periodo i grandi operatori del settore hanno accumulato perdite per 2 miliardi. La diffusione cartacea e’ scesa del 33 per cento in cinque anni. Questo ha comportato da parte di tutti gli operatori del settore un forte taglio dei costi che ha interessato ovviamente anche il costo del lavoro (-27% in cinque anni)”. E “per la professione giornalistica gli effetti sono stati devastanti: il 15 per cento di rapporti di lavoro attivi peso in 5 anni”.

Le conseguenze. “L’espulsione di giornalisti dipendenti dalle redazioni ha comportato una crescita vistosa e costante del lavoro autonomo”, spiega la presidente dell’Inpgi: “gli iscritti alla gestione separata, sempre negli ultimi cinque anni, sono aumentati del 28%” ma “si tratta di lavoratori con redditi molto bassi: la media annua dei giornalisti autonomi è di circa 10mila euro”.

Amara la conclusione: “Dobbiamo cambiare anche noi che, come cassa di Previdenza, abbiamo il dovere di interrogarci sul futuro dei nostri iscritti: la sfida per noi oggi e’ diventare la cassa che rappresenta e tutela il lavoro che cambia. E’ una sfida che all’Inpgi oggi è imposta dai numeri ma che deve coinvolgere tutte le casse dei professionisti italiani. Ne va della sostenibilità dei nostri conti e di conseguenza della nostra capacitàdi restare autonomi e di continuare a garantire diritti sociali e protezione per tutti i nostri iscritti anche in futuro”.

Non è la prima volta che la presidente dell’Inpgi denuncia numeri da emergenza.