Mattino, sciopero dei giornalisti per vendita sede. L’editore: immotivato e incomprensibile

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I giornalisti del ‘Mattino di Napoli’ hanno indetto due giorni di sciopero, dopo aver scoperto che nelle pagine del giornale c’era una pubblicità con l’annuncio di vendita dell’edificio di via Chiatamone 65, sede della redazione centrale dal 1962.

La decisione è stata presa dall’assemblea di redazione “convocata ad horsa dal Cdr” il 19 giugno e annunciata con un comunicato pubblicato sul sito del quotidiano bollando l’annuncio pubblicitario – diffuso mentre sono in corso trattative sulle “condizioni di sicurezza” per la nuova sede destinata alla redazione e in mancanza di risposte dall’azienda – “una provocazione”.

A stretto giro la risposta della Caltagirone Editore. Ribadendo di aver già informato e discusso con il Cdr i motivi che hanno portato alla decisione, l’editorie definisce lo sciopero “immotivato e incomprensibile” dal momento che va “contro la libera decisione di un proprietario terzo di mettere sul mercato un proprio immobile e rende inutile ogni ulteriore confronto sindacale”.

La sede del Mattino a Napoli, in Via Chiatamone

Accanto ai giornalisti del Mattino si sono schierati la Fnsi e il Sugc, il sindacato unitario giornalisti della Campania. “Non è la prima volta – hanno evidenziato i vertici delle due organizzazioni – che l’editore agisce in totale dispregio dei corretti rapporti sindacali”.
Solidarietà anche dall’Odg regionale.

Ecco i comunicati:
Comunicato del Cdr de ‘Il Mattino’
L’assemblea de «Il Mattino», convocata ad horas dal Cdr, ha votato all’unanimità due giorni di sciopero da effettuare oggi 19 giugno 2018, ad horas, a giornale già parzialmente lavorato, e domani, 20 giugno 2018, dopo aver appreso della pubblicazione di un’inserzione pubblicitaria, destinata al numero di domani del quotidiano, sulla vendita dello storico palazzo di via Chiatamone 65 in cui è sita la redazione centrale dal 1962.
La redazione si era detta preoccupata per lo spostamento di sede, comprendendo i motivi di risparmio economico, ma lamentando la perdita di centralità geografica e culturale e aprendo una trattativa sulle condizioni di sicurezza presso la nuova sede destinata. L’annuncio pubblicitario in fase di trattative sindacali e in assenza di risposte da parte dell’azienda è una provocazione che non poteva essere accolta diversamente: tre erano i giorni di sciopero già proclamati e finora non utilizzati per un atto di responsabilità.
La redazione de «Il Mattino», riunita in assemblea permanente nelle prossime ore, deciderà le strategie da intraprendere.

Comunicato dell’Azienda
In relazione alla decisione della Redazione di proclamare due giorni di sciopero, il 19 e il 20 Giugno c.a., l’Azienda precisa quanto segue. Già da alcuni mesi il Comitato di Redazione è stato informato, in maniera esaustiva, della decisione di risolvere il contratto di affitto della sede di via Chiatamone e di sottoscriverne un altro, più vantaggioso, per i nuovi locali del Centro Direzionale.
I motivi sono stati ampiamente discussi: palazzo occupato solo in minima parte, costi gestionali abnormi e insostenibilità del risultato economico di bilancio. Il Cdr, in occasione dei vari incontri avuti, ha sollevato talune questioni legate al trasferimento nella nuova sede e in particolare ha chiesto garanzie di sicurezza durante l’uscita serale dal lavoro. Su tutti i rilievi posti, l’Azienda ha fornito esaurienti chiarimenti, dichiarandosi inoltre disponibile a nuovi incontri.
Lo sciopero è immotivato e incomprensibile in quanto va contro la libera decisione di un proprietario terzo di mettere sul mercato un proprio immobile e rende inutile ogni ulteriore confronto sindacale.

La nota di Fnsi e Sugc
Pieno sostegno di Fnsi e Sugc allo sciopero di due giorni indetto all’unanimità dall’assemblea dei giornalisti del Mattino. «I colleghi – spiega il sindacato – hanno scoperto per caso che nelle pagine del giornale c’era una pubblicità con l’annuncio di vendita dell’edificio di via Chiatamone 65 che da oltre 60 anni è la sede del quotidiano più grande del Mezzogiorno». Il tutto a trattativa ancora in corso e senza alcuna comunicazione al Cdr.

«Non è la prima volta – incalzano Federazione nazionale e Associazione regionale di Stampa – che l’editore agisce in totale dispregio dei corretti rapporti sindacali. È necessario dare un segnale forte e reagire per contrastare atteggiamenti oramai intollerabili». Anche di questo si discuterà nella consulta dei Cdr convocata per giovedì a Roma presso la sede della Federazione nazionale della Stampa italiana.

La nota dell’Odg Campania
L’Ordine dei Giornalisti della Campania è al fianco di tutti i giornalisti del Mattino, redattori e collaboratori, in una delicatissima fase della vita del più importante quotidiano del Mezzogiorno che in pochi giorni ha dovuto incassare l’annuncio del trasferimento dalla sede storica di via Chiatamone, il nuovo taglio dei compensi ai collaboratori del web e l’improvviso avvicendamento alla Direzione. Una battaglia – si legge in una nota diffusa dall’Ordine dei giornalisti della Campania – che vede l’Ordine al fianco di tutti i colleghi in difesa di una voce fondamentale per l’informazione del Mezzogiorno e di tutto il Paese.