Sorrell: non sono un bullo. Read e Scott ai vertici Wpp “soluzione potente”

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Era molto attesa, in agenda a mezzogiorno di oggi (22 giugno) a Cannes, nella giornata finale di un Festival della Pubblicità che sta dando tante soddisfazioni all’Italia (con Diesel e Publicis che stanno facendo incetta di premi) l’intervista di Ken Auletta a Martin Sorrell. Ma come in WPP qualcuno si aspettava, l’ex ceo del gruppo non ha resistito alla tentazione di offrire un aperitivo ‘succoso’, rispondendo molte ore prima in un bar strapieno della cittadina della Costa Azzurra ad un’intervista di Stephen Lepitak della testata di settore britannica The Drum.

martin sorrell wpp
Martin Sorrell (Foto Ansa)

Sorrell ha subito preso di petto la copertura mediatica che hanno avuto le accuse che in questi mesi lo hanno riguardato. In ultimo quella di avere pagato una prostituta con la carta di credito aziendale. “Sono state scritte cose molto fantasiose attorno a ciò che può o non può essere accaduto” ha osservato Sorrell un po’ cripticamente, criticando poi la maniera in cui, dall’inizio, tutta la storia che è culminata con le sue dimissioni, è stata gestita dall’azienda. L’ex manager ha sottolineato che WPP aveva affermato che l’indagine aveva appurato che l’eventuale suo comportamento scorretto on aveva riguardato ‘importi rilevanti’. E che le parti erano e sono vincolate ad un preciso accordo di riservatezza su tutta la vicenda.

In merito ad altre indiscrezioni e accuse dei giornali, Sorrell ha ammesso che non è “la persona più facile del mondo con cui andare d’accordo” e che magari gli sarà pure capitato di insultare qualcuno dei sottoposti dandogli dell’idiota. Ha sottolineato però che non è “un bullo”, aggiungendo che “se è un difetto aspettarsi il massimo dalle persone allora devo fare mea culpa”.

Sorrell ha quindi parlato della nascita della ‘sua’ società S4 Capital. Ha già raccolto 51 milioni di sterline dai fondi e dispone di 40 milioni di sterline proprie e su questa base cercherà di fare business nei servizi di comunicazione nel mercato globale focalizzandosi sulla crescita. S4 Capital si baserà sul mantra di “New Era e New Age”, ha affermato. La prospettiva, inevitabilmente, non può essere quella di lunga scadenza dei sui 33 anni in WPP, ma più ragionevolmente, di arrivare lavorando fino agli ottanta anni, facendo business puntando – come i consulenti strategici e tecnologici – su mega deal con i grandi clienti internazionali.

La successione in WPP? Sorrell si è concesso un po’ d’ironia. Ha assicurato che esisteva un piano da almeno dieci anni. “Potevo essere investito da un autobus. Come poi è realmente successo…” ha scherzato.

Il piano in questione è quello che è stato in parte già attuato. Prevedeva che Mark Read e Andrew Scott, attualmente chiamati a fare i coo, divenissero congiuntamente amministratori delegati. “Non penso affatto che nessuno possa sostituirmi, ma quei due hanno indubbiamente competenze complementari e insieme sarebbero una combinazione potente”.

Il futuro della pubblicità? Secondo Sorrell le sei grandi holding, attualmente, sono troppo simili fra loro.