Inpgi contro Unci. Galimberti: intimidatoria richiesta danni dell’istituto a 14 cronisti

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“Una situazione kafkiana”, secondo il presidente nazionale dell’Unci (Unione cronisti italiani), Alessandro Galimberti, e’ l’azione civile per complessivi 1 milione di euro, avviata dall’Inpgi, ente pensionistico dei giornalisti, nei confronti di 14 colleghi “per i loro articoli scritti a margine del processo Sopaf”. Tra questi, ad aver ricevuto una richiesta di risarcimento (in sede civile per 75.000 euro in solido) ci sono anche due milanesi, Manuela D’Alessandro, collaboratrice AGI, e Frank Cimini, che sul loro blog ‘Giustiziami’ hanno pubblicato nel 2015 un commento critico che ha portato l’ente a far notificare, circa due settimane fa, l’atto legale ai due colleghi, firmato dalla presidente dell’Inpgi Marina Macelloni.

Alessandro Galimberti

La vicenda riguarda il processo sulla societa’ di partecipazioni Sopaf, il cui ex vicepresidente, Giorgio Magnoni, e’ stato condannato per bancarotta patrimoniale e corruzione. Dalle indagini erano emersi i presunti danni causati agli enti di categoria tra cui l’Enpam (medici), la cassa dei ragionieri e lo stesso Inpgi, che avevano fatto investimenti nella societa’. Se pero’ la cassa dei medici si era costituita immediatamente parte civile nel processo, l’Istituto dei giornalisti in un primo periodo non lo aveva fatto.
Il 12 marzo 2015 una critica a questa decisione era stata pubblicata dal blog Giustiziami a firma D’Alessandro: “Cari giornalisti – ci si chiedeva nel pezzo – siete contenti che l’ente che custodisce le vostre pensioni non cerchi di rimettere in cassa quasi otto milioni rubati agli iscritti attraverso una presunta truffa?”, citando poi anche l’allora presidente dell’ente, Andrea Camporese, in quel momento ancora coinvolto nell’indagine. Un anno dopo, nel 2016, l’Inpgi aveva pero’ deciso di compensare la mancanza e costituirsi parte civile, mentre nel giugno 2017 Camporese fu assolto.

A chiedere i danni, a distanza di tre anni (e dunque scaduti anche i termini per una querela in sede penale) non e’ pero’ l’ex presidente Camporese in persona, ma l’Inpgi (indicata dalla Procura come parte offesa) in quanto ente che si ritene “colpito nella reputazione e nell’immagine”. “E’ bizzarro – ha sottolineato Galimberti – che un ente che rappresenta tutta la categoria si rivalga contro suoi appartenenti con una richiesta di denaro: un’azione che appare aggressiva e intimidatoria”. Ad essere in discussione, secondo il presidente dell’Unci, ci sono “il diritto di cronaca e di critica” ed e’ “paradossale” a suo dire che “la Federazione Nazionale della Stampa, finanziata dall’Inpgi” non difenda dei giornalisti anzi “smentisca con questo silenzio la sua costante campagna contro le querele temerarie”. “Scioccante” per D’Alessandro ricevere questa richiesta proprio dall’Inpgi “dopo aver pubblicato oltre mille pezzi sul nostro blog e non aver mai ricevuto una querela”. “Avremmo volentieri pubblicato un comunicato o una richiesta di rettifica senza essere oggetto di questa azione spropositata e fuorviante”, ha sottolineato Cimini. (AGI)