Salone del Libro: Regione Piemonte organizzerà l’edizione 2019. Passo indietro del Comune

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La Città di Torino fa “un passo indietro” e lascia alla Regione Piemonte l’organizzazione del Salone del Libro 2019. “La speranza è di far terminare sterili polemiche continue, cui non siamo avvezzi, e che potrebbero danneggiare la città, i cittadini e il Salone del Libro”, ha commentato l’assessora comunale alla Cultura, Francesca Leon. “La Città – la replica del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino – ha constatato l’impossibilità di poter realizzare la gara per la ricerca del concessionario. Abbiamo accettato di farci carico dell’organizzazione del Salone sulla base delle decisioni già assunte e chiedendo a tutti i soggetti interessati, a cominciare dal Comune di Torino e dagli Editori, di partecipare nelle forme che riterranno più opportune, al Circolo dei Lettori, per essere protagonisti dell’impostazione delle prossime edizioni”.

Salone Internazionale del libro di Torino (foto ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Sul futuro della manifestazione intervengono Gl Events, Eventi3 e P&P, le società che coordinano i fornitori della buchmesse, con una proposta che prevede l’acquisizione, con il sostegno di un partner finanziario, di tutti gli asset della Fondazione del Libro e di ripianare al 100% il passivo. La cifra sarà stabilita dal liquidatore sulla base della quantificazione del buco. “Non vogliamo impadronirci del Salone, vogliamo gestire la parte tecnico-commerciale e dare continuità al progetto”, hanno precisato Daniele Villa, ceo di Gl Event, Silvio Viale, ad di Eventi3 e Lorenzo Loreti, ad di P&P, incontrando la stampa al Lingotto Fiere. I fornitori – oltre alle tre società, 24 aziende per un totale di 70 dipendenti e 200 collaboratori – vantano dalla Fondazione per il Libro crediti intorno ai 4 milioni di euro (3 soltanto di Gl Events, Eventi3 e P&P).

L’idea è di creare una ‘società benefit’ su modello di quella che gestisce il Salone del Gusto. Gli asset culturali verrebbero ridati a un comitato a guida istituzionale a cui potranno partecipare Regione, Comune e altri attori del mondo dell’editoria.
“L’offerta permette a tutti i creditori di recuperare quello che è dovuto, garantirà al Salone la permanenza a Torino utilizzando fornitori del territorio e progettualità a medio-lungo termine, necessaria per dare sviluppo alla manifestazione”, hanno aggiunto Villa, Viale e Loreti. “Un’ipotesi un po’ prematura, visto che non si sa ancora se la liquidazione possa finire in bonis. E’ giusto che privati presentino manifestazioni di interesse, ma dovranno essere verificate sulla base dell’evidenza pubblica”, il commento dell’assessora regionale alla Cultura Antonella Parigi.