Cannes Lions: vincono Pritchard e P&G. Bene l’Italia con Diesel e Publicis

Festival della Pubblicità di Cannes ancora felice per l’Italia, con il palmares del 2018 che ha superato quello del 2017 e i creativi del nostro Paese che sembrano entrati nel mood internazionale. A fare la parte del leone, in casa nostra, sono stati ancora una volta Publicis e il suo ceo Bruno Bertelli, che hanno fatto man bassa di premi (13) con le tre campagne ideate per Diesel.

Bruno Bertelli

All’ultimo giorno della manifestazione, nella topica categoria dei Film il nostro Paese ha mandato in shortlist cinque campagne, tra cui anche i due spot Diesel ‘Keep the World Flawed’ e ‘Go with the Flaw Poem’, a firma Publicis, già protagonisti della rassegna, che però non hanno ottenuto leoni. Un bronzo last minute lo ha preso DDB con la già pluripremiata ‘The Room’ per Ikea nei Sustainable Development Goals Lions.

La categoria Film l’ha dominata Procter & Gamble che con la campagna che ha rilanciato Tide ha vinto due gran premi, il primo andato ad una campagna televisiva, il secondo ad un progetto per online.

E’ stato anche un tributo a Marc Pritchard, chief marketing officer di P&G, che si è speso molto negli ultimi mesi sostenendo la necessità di rimettere al centro della pubblicità le buone idee.

Italiani vincenti
Come detto, l’Italia ha conquistato tanti ‘leoni’ grazie a Diesel. In particolare con la geniale campagna ‘Deisel – Go with the fake’ (l’iniziativa delle finte magliette ‘tarocche’ in negozio tarocco, a New York, nella
settimana della moda, che ha avuto un’eco internazionale incredibile) ha vinto tre ori (in Outdoor, Brand
Experience & Activation e Direct) due argenti (in Brand Experience & Activation e Direct) e quattro bronzi (Design, Brand Experience & Activation, Direct, PR).

Vincenti nella categoria Film Craft sono state le campagne ‘Go with the Flow’ e ‘Keep the world flawed’, incentrate sul tema della diversity giocando su una tastiera emotiva non ovvia.

Tra i pluripremiati nazionali ci sono state pure due agenzie indipendenti: Auge, che con il progetto ‘Mutti
Special Edition for FICO Eataly World’ ha garantito all’azienda di conserve un argento ed un bronzo nella
categoria Design; e Dude, che ha procurato ben due argenti in Outdoor a Netflix con la campagna ‘Black the future social club’.

Due bronzi in Outdoor ed uno in Radio li ha conquistati per Ikea la DDB, con ‘The Room’. Molto importante, inoltre, il bronzo ottenuto da McCann con il progetto per il Centro Clinico Nemo (un’app rende possibile registrare ‘donare’ la voce ai malati di SLA): la categoria, Creative Data, era una delle novità più sfidanti di questa edizione.

Sentore potente d’italianità anche in altri due argenti: quello in Direct assegnato a ‘The most exclusive
collection’ di Yoox Milan, con idea creativa di Stink Studio London/Google Milan; e quello in Radio & Audio
del commercial ‘Break the taboo’, realizzato per la Società Argentina di Urologia da Grey Argentina e
prodotto da Casta Diva Pictures SA Buenos Aires, parte del Gruppo Casta Diva.

Ma non c’è dubbio che l’edizione appena passata in giudicato, oltre che per i premi attribuiti, ed il buon
esito della partecipazione della nostra industry, verrà ricordata anche per tante altre novità.

Nuovo impianto
E’ stato alleggerito e ammodernato l’impianto complessivo della manifestazione. Che si è tenuta in 5 giorni invece che in otto, con meno categorie e sotto categorie e con i premi che hanno fatto riferimento a nove ‘core tracks’ (Reach, Communication, Craft, Brand Experience Activation, Innovation, Impact, Good, Entertainment, Health).
Il numero degli iscritti è calato del 21,4%, ma poteva andare molto peggio, visto che l’edizione dell’anno scorso, ancora all’insegna di un gigantismo esasperato, aveva raccolto non poche critiche, richieste di
riforma, promesse (poi mantenute) di defezione.

L’edizione 2018 è stata caratterizzata dalla mancata partecipazione diretta del gruppo Publicis, che aveva
già da tempo annunciato la scelta di fare una pausa di riflessione e la decisione di dirottare i soldi per
questo genere di eventi sulla piattaforma tecnologica Marcel. Le agenzie del gruppo francese sono state
presenti comunque in gara, ed in molti casi vittoriosamente, grazie al fatto che ad iscrivere ben 399 tra
campagne e progetti sono stati direttamente i clienti o le case di produzione; il ceo di Publicis, comunque,
Arthur Sadoun, ha comunque annunciato che già dalla prossima edizione il suo gruppo tornerà ufficialmente e direttamente a competere.

Arthur Sadoun, ceo Publicis Group (Foto Ansa/EPA/ETIENNE LAURENT)

Quella del 2018 è stata pure l’edizione contraddistinta dalla prima partecipazione di Martin Sorrell sotto
insegne che non fossero quelle di Wpp. L’ex ceo della più grande holding della comunicazione – prima con
un’intervista a ‘The Drum’ e quindi al Palais intervistato da Ken Auletta – ha parlato di sé e del futuro presentando la sua nuova iniziativa, costruita usando come veicolo per il business la società S4 Capital. Ha
annunciato di avere già raccolto 51 milioni di sterline dai fondi e di disporre di 40 milioni propri e che
cercherà di fare business nei servizi di comunicazione nel mercato globale focalizzandosi sulla crescita. S4
Capital si baserà sul mantra di “New Era e New Age”.

Martin Sorrell, ceo di Wpp (Foto Ansa)

Non è mancato all’appello Marc Pritchard. Il ritorno alla centralità della creatività – che è stato uno dei
messaggi chiave di questa edizione dei premi della Croisette – è stato, come detto, uno dei cavalli di
battaglia del manager negli ultimi mesi. Pritchard al Palais, stavolta, ha cercato di fare un po’ di disruption
anche su un altro dogma, quello della misurazione esasperata di ogni variabile comunicativa. “We don’t
measure ideas. We Feel it” ha sparato stavolta Pritchard.

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